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Pd, dai giovani ai pensionati gli obiettivi di chi è in lizza

Pd, dai giovani ai pensionati gli obiettivi di chi è in lizza

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grosseto. Il Partito Democratico presenta quattro ulteriori candidati al consiglio comunale. Ecco chi sono.

Gianluca D’Ascoli, originario di Battipaglia, classe 1976, vive a Grosseto da vent’anni; diplomato tecnico geometra, ha compiuto studi universitari in ingegneria chimica per l’alimentazione; è impiegato in una multinazionale da 16 anni; è presidente della Società Operaia di Mutuo di Montepescali ed è presidente della Rete delle Società Storiche della Toscana.

Irina Vodko, 32 anni, è nata in Ucraina ma è cresciuta a Grosseto; vive qui da 18 anni: «Erano anni che sognavo di votare – dice – e finalmente, l’anno scorso, dopo tanti anni ho ottenuto la cittadinanza. Ora, però, voglio provare a fare la differenza: per questo ho deciso di candidarmi come consigliera comunale. Vorrei riuscire a rendere Grosseto più inclusiva, più verde, più accogliente e più sicura. Mi impegnerò – aggiunge – per far tornare a vivere il nostro bellissimo centro storico dove lavoro». «Sono nuova nel mondo della politica – aggiunge – ma oggi sento l’esigenza di dire la mia, ma anche e soprattutto la vostra»

Lido Masini è pensionato ed ex dipendente Enel; è stato presidente di Arca regionale Toscana dal 2000 al 2004 e responsabile provinciale del sindacato energia Fnle Cgil dal 2003 al 2006. «È un piacere accogliere la proposta di essere candidato nella lista del Pd; credo che la mia esperienza gestionale organizzativa possa essere utile al bene comune; vorrei lavorare per dare voce a quella società civile che è lontana dalla vita delle istituzioni».

Sandro Giustarini ha 46 anni e in città è molto conosciuto perché ha gestito per 15 anni locali di ristorazione; oggi si occupa di servizi per le aziende nel ramo delle energie rinnovabili e delle telecomunicazioni. «So – dice – quanto siano importanti le politiche adottate dalle amministrazioni e quanto le scelte di queste ultime possano contribuire a determinare il successo di iniziative imprenditoriali». «Credo –aggiunge – che occorra riequilibrare il potere di aggregazione di alcune zone commerciali della città rispetto ad altre, valorizzando aree urbane dismesse, appoggiandosi alle risorse intellettuali e artigianali».

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