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l’intervento 

Di Giacinto sulla ciclopedonale «Perché i lavori sono fermi?»

M.N.
Di Giacinto sulla ciclopedonale «Perché i lavori sono fermi?»

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FOLLONICA. Il cantiere per la realizzazione del collegamento ciclopedonale fra via della Pace e il parco centrale è stato allestito ormai da inizio estat, ma i lavori sembrano fermi con poche operazioni portate a termine.

Per capire i motivi di questo ritardo il consigliere comunale Massimo Di Giacinto ha presentato un’interrogazione al sindac, Andrea Benini. «Il cantiere è stato aperto giovedì 1 luglio dalle imprese esecutrici dei lavori nell’area retrostante le cannelline pubbliche di via della Pace – spiega il consigliere di opposizione – ma solo qualche giorno dopo è stato praticamente sospeso con davvero poche cose fatte: è stata perimetrata l’area, sono stati parcheggiati alcuni mezzi, montato un box prefabbricato, sono stati depositati i materiali, e poco di più».

Il consigliere comunale prosegue.

«È vero che le imprese hanno 150 giorni per realizzare l’opera, come da cronoprogramma, ma è altrettanto vero che ne sono già passati quasi 60 dall’apertura del cantiere. Collegare il parco centrale con via della Pace, tramite un percorso utilizzabile a piedi o in bicicletta con un ponte che passerà sopra alla Gora, è sicuramente importante e strategico così come è positivo rendere agevoli, ecologici e sicuri gli spostamenti dai quartieri Charleroi, Cassarello e Salciaina verso la zona degli impianti sportivi del Capannino e il futuro polo scolastico».

Massimo Di Giacinto va avanti: «Questa volta sono 290mila euro spesi bene dal Comune, ma mi auguro che le imprese esecutrici dei lavori rispettino i tempi contrattuali». Secondo Di Giacinto, infatti, è più importante ottenere l’opera nei tempi previsti che riscuotere le penali in caso di ritardo nella consegna. «L’obiettivo è avere il collegamento il prima possibile – conclude il consigliere - sperando, una volta realizzato, che il Comune preveda opportuni e costanti controlli per evitare l’uso improprio di quello che è, e deve restare, anche per motivi di sicurezza, un percorso esclusivamente per pedoni e ciclisti».

M.N.

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