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Grosseto

coronavirus: incognita per settembre 

Green pass a scuola Ancora nessuna novità «Siamo già in ritardo»

Green pass a scuola Ancora nessuna novità «Siamo già in ritardo»

L’amarezza di Mugnai, segretario regionale Dirigentiscuola che teme un ricarico di lavoro sul personale per i controlli

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Grosseto. La partita del Green pass obbligatorio per il personale della scuola è ancora in alto mare e dal ministero dell’Istruzione non sono arrivati gli attesi chiarimenti per l’avvio dell’anno scolastico.

Nella riunione, che si è svolta mercoledì pomeriggio nella sede di Trastevere a Roma tra le rappresentanze dei dirigenti scolastici e il ministro Bianchi con il suo staff, non sono emerse significative novità rispetto a quanto già prospettato e là dove ci sono, mancano certezze sui tempi.

L’unica è l’ipotesi di una revisione dell’app utilizzata per leggere il Green pass, nella quale sarà aggiunta un’estensione per l’inserimento del codice fiscale del personale che lavora nelle scuole.

Dovrebbe poi essere la segreteria, ogni giorno prima dell’ingresso in servizio di docenti e personale non docente, a verificare nome per nome il possesso di Green pass valido.

«E anche questo è l’ennesimo onere scaricato sulle scuole e sui dirigenti, oltre al fatto che i tempi per modificare l’app si prospettano lunghi», commenta Roberto Mugnai, segretario regionale del sindacato Dirigentiscuola, presente all’incontro a Roma.

«Sarebbe stato auspicabile partire per tempo, mentre invece la macchina si è mossa tardi. Il che è imperdonabile, avendo mesi davanti per mettere a punto un sistema efficace e funzionale. L’impressione che ho avuto è quella di un ministro in difficoltà, che si gioca una partita decisiva in un tempo risicato, perché il primo settembre è dietro l’angolo e ancora non ci sono indicazioni certe se non che deve essere verificato il possesso del Green pass, ogni giorno, a tutto il personale che fa ingresso a scuola. Dal 16, poi iniziano le lezioni e sarà ancora più complicato».

Dunque, un superlavoro per i dirigenti e per chi sarà da loro delegato al controllo, considerando che ci sono istituti comprensivi e istituti di istruzione superiore che raccolgono più plessi, con numeri di personale che superano le 200 unità.

«Anche se verrà messa a punto la app, il problema resta – aggiunge Mugnai – perché non potendo acquisire il cartaceo, non distinguendo l’app se il Green pass è legato al vaccino, al pregresso Covid o al tampone, il controllo va fatto ogni giorno».

E per chi non presenta il documento? «Rimane l’obbligo di multa, sempre a cura del dirigente, per i primi quattro giorni, come se fosse un’assenza ingiustificata – spiega Mugnai – poi dal quinto scatta la sospensione dal servizio e dallo stipendio».

Un buona notizia, arriva invece dalla conferma del finanziamento – circa 40mila euro per ciascuna scuola – destinato alla didattica a distanza, alle misure per la sicurezza, eccetera. Nessuna novità invece sul cosiddetto “contingente Covid”, cioè docenti a disposizione dei dirigenti per sostituzioni o per dividere le classi troppo numerose, sul quale il ministero non si è espresso.

«Il contingente ci sarà, ma ancora non è stata fatta l’indagine per la valutazione del fabbisogno di ciascuna scuola. Né è stato rivisto il numero minimo e massimo degli alunni, così come non è stata implementata la banda larga per le attività didattiche a distanza o integrate. Almeno questo poteva essere fatto», conclude Mugnai.

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