Il presidio
Centri anziani in bolletta piegati dal Covid «Rischiamo la chiusura, aiutateci»
I dirigenti Auser si rivolgono ai candidati e alle forze politiche: «Non fate morire le attività sociali dei “nonni” maremmani»
Elisabetta Giorgi
GROSSETO. Attività sociali azzerate, sedi che rischiano la chiusura definitiva. A lanciare un accorato appello per chiedere un sostegno ai candidati e alle forze politiche in campo sono i vertici provinciali di Auser, associazione di volontariato attivissima in tutta la provincia di Grosseto nel supporto agli anziani e che adesso è in difficoltà.
Con la pandemia i centri stanno pagando un prezzo caro sotto il profilo economico, alcuni centri sono ko, i servizi fermi. Lo stop delle attività causa Covid – spiegano la presidente Vera Bartalucci e il coordinatore Franco Miglianti – ha prodotto un blocco delle entrate, mentre i costi fissi pesano ancora (e molto): canoni, utenze, assicurazioni etc. Ci sono poi altre situazioni legate al cattivo stato di alcuni immobili e che hanno comportato un doloroso stop, una tra tutte il crollo del solaio al centro sociale di via dei Barberi che ha reso inagibile (e sotto sequestro) il fabbricato interessato dal crollo.
I numeri
Solo qualche dato per far capire la portata del settore. In provincia di Grosseto ci sono 6mila associati Auser (1200 circa a Grosseto), 200 volontari e 17 strutture Auser attive di cui 5 a Grosseto. Sono il Centro sociale Ciabatti Aps (Aps sta per associazione di promozione sociale) in via dei Barberi, poi il Centro Auser Roselle Aps, il Centro Auser di Rispescia Aps e il Centro Auser Pace Aps, tutte sedi che fino al febbraio 2020 hanno svolto attività fondamentali per i “nonni” con attività di aggregazione culturale e sociale. C’è poi c’è l’Auser Filo d’Argento in via De Nicola che svolge servizi di volontariato: porta gli anziani a ritirare le pensioni, a pagare le bollette, dal medico. Nel 2020 (ma il fabbisogno è in crescita) le attività del centro Filo d’argento sono state 413 di cui 42 anziani sono stati portati a fare terapie, 13 dal medico, 144 in ospedale per visita e terapia, 86 al Pizzetti, 89 a sbrigare pratiche personali etc. Queste attività non si sono fermate grazie al lavoro instancabile dei volontari a bordo dei furgoncini. Più complessa la situazione nei centri sociali dove si svolgono attività ricreative.
I problemi
Ko il centro Ciabatti che ha visto una pessima concomitanza di congiunture nere. Prima il Covid, poi il crollo del solaio «con successivo intervento di sequestro cautelare da parte della Procura della Repubblica, come atto dovuto», dice Auser. Oltre Alla palazzina inagibile si aggiunge il problema della tensostruttura che ospitava gran parte delle attività sociali – balli, ginnastica posturale corsi di inglese etc. – e anch’essa ferma per la pandemia, onde evitare assembramenti. Non solo. «Pure questa tensostruttura necessita della sostituzione totale della copertura – spiegano Bartalucci e Miglianti – per la quale a suo tempo fu presentato un progetto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze che prevede il rifacimento totale della copertura. Progetto in parte accolto ma che, per il completamento dell’intervento, ha bisogno di ulteriori fondi da parte dell’amministrazione comunale che al momento non risultano mai messi a bilancio. Tutte le strutture, sia murarie che la tecnostruttura, sono di proprietà dell’amministrazione comunale di Grosseto, mentre la gestione del centro è in concessione”. Al centro Ciabatti, al momento l’unico servizio rimasto in piedi è quello della cucina. I pasti vengono portati a domicilio agli anziani soli, grazie a una convenzione con il Coeso. Il resto è tutto fermo. Situazione difficile anche al Centro sociale Roselle Aps dove «in questi anni, nei diversi incontri avuti con l’amministrazione comunale, era stato affrontato l’argomento di un trasloco dall’attuale sede in nuovi locali di proprietà dell’amministrazione con il vantaggio di un risparmio per l’amministrazione comunale stessa». Tutto fermo anche qui. Auser esprime preoccupazione per le prospettive e il proseguimento delle attività bloccate e rivolge un appello ai candidati e alle forze politiche in campo per il rinnovo del consiglio comunale. Quello di ricordarsi che i Centri sociali Auser ci sono e svolgono «funzioni sociali meritorie in favore degli anziani e dei soggetti più deboli. Chiediamo fin da ora alla nuova amministrazione che guiderà il Comune di Grosseto che questa si faccia carico fin da subito di assumere una corretta programmazione degli interventi oltre che a mettere in campo le risorse necessarie».
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