La cittadella per anziani mai decollata La Misericordia vuole chiudere la partita
Il giardino in via lago di mezzano
Massimiliano Frascino
grosseto. Quasi dieci anni dopo, le vicissitudini della Residenza Il Giardino – realizzata dall’Opera della Misericordia srl in via Lago di Mezzano – rischiano di concludersi in un’aula di tribunale. Cancelleria fallimenti e procedure concorsuali.
Era il febbraio 2012 quando Francesco Maria Guerreschi, promotore dell’iniziativa immobiliare, illustrava al Tirreno le caratteristiche della Residenza Il Giardino, all’epoca quasi ultimata in via lago di Mezzano; 56 miniappartamenti con servizi comuni, dalla portineria alla lavanderia, passando per la palestra di fisioterapia e molto altro, destinati nelle intenzioni ad accogliere anziani autosufficienti e persone con disabilità. Ispirata al modello di housing sociale privato-made in Florida. A scommettere sull’iniziativa, oltre a Guerreschi, socio di larga maggioranza della srl, la Misericordia di Grosseto – titolare del cinque per cento della società – che aveva conferito il proprio terreno.
Un bel po’di tempo dopo, i due soci sono in rotta di collisione e si parlano solo attraverso i rispettivi consulenti. L’imponente edificio, quasi ultimato, è in stato di abbandono da anni, dopo il fallimento dell’impresa costruttrice Ferrari. «La Misericordia – spiega il presidente Edoardo Boggi – doveva avere in cambio del terreno conferito la propria nuova sede. Nonostante le nostre reiterate richieste, Guerreschi non ci ha ancora fatto una proposta chiara, se non generiche ipotesi peggiorative rispetto agli accordi iniziali. Io sono il presidente pro-tempore della Misericordia, ma ho il dovere di fare l’interesse dell’associazione e garantirne la continuità nel tempo. Entro la fine del mese, se non interverranno novità, porterò in discussione nel nostro organo dirigente una valutazione della nostra richiesta, quantificabile tra 600mila e un milione di euro, sulla base della quale chiederemo il fallimento della società. In questi anni non siamo mai stati coinvolti nelle trattative e ora vogliamo chiudere».
Nel frattempo, non sono andati in porto tre o quattro tentativi di vendita del complesso. A gettare acqua sul fuoco è invece Enrico Petrucci, ex direttore bancario, cui Guerreschi ha affidato il ruolo di pontiere nel tentativo di trovare un accordo. «È in corso una trattativa avanzata – spiega – e c’è la possibilità del completamento delle opere per realizzare una struttura socio-sanitaria all’avanguardia. Un fiore all’occhiello. Credo quindi ci siano le condizioni per definire il contenzioso in modo bonario e con reciproca soddisfazione».
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