Il Tirreno

Grosseto

LA POLEMICA 

Nuovi stabilimenti balneari «Addio spiaggia libera»

Nuovi stabilimenti balneari «Addio spiaggia libera»

Grosseto Città Aperta: «Privatizzano tutto, a discapito di chi non può permettersi di pagare sdraio e ombrellone». E il Pci incalza: «Ma ce n’è davvero bisogno?»

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GROSSETO. Per Lorella Ronconi, guerriera dei diritti delle persone disabili, concedere un tratto di spiaggia libera ai privati per farne uno stabilimento balneare “per disabili” «dà l’idea del ghetto». La Ronconi ieri ha lanciato il sasso (ricevendo immediata replica dall’assessore competente), ma a stretto giro di posta sulla questione si apre un altro fronte di polemica: quello di chi denuncia «la marginalizzazione di chi non può permettersi l’affitto di sdraio e ombrellone».

Ad attaccare è Carlo De Martis, coordinatore della lista “Grosseto Città Aperta” in corsa per le elezioni a sostegno del candidato sindaco Leonardo Culicchi. «Dopo il nuovo stabilimento balneare che sorgerà a sinistra del bagno Kursaal, nella zona di Shangai – dice De Martis – a Marina di Grosseto ne sorgerà ancora un altro, cancellando così un ulteriore tratto di spiaggia libera. Precisamente di fronte a Villa Gaia, tra il bagno Sirena e il bagno Pineta. L’amministrazione Vivarelli Colonna procede così nella sua politica di privatizzazione dei beni pubblici, sottraendo la fruizione della spiaggia alla collettività e, in primo luogo, alle persone che non hanno la possibilità di pagarsi ombrellone e sdraio in uno stabilimento balneare».

Per De Martis è di certo benvenuta una struttura “con caratteristiche di specializzazione per portatori di handicap”, «come è stato annunciato che sarà», anche se – sottolinea – «una tale “specializzazione” non dovrebbe essere un fatto eccezionale, ma lo standard per ogni pubblico esercizio». Tuttavia, osserva, «la matrice ideologica di questa giunta è evidente: privatizzare il privatizzabile utilizzando ogni strumento utile. In questo caso la concessione demaniale di uno dei pochi arenili rimasti liberi sul fronte spiaggia del centro abitato di Marina. Per cui d’ora in poi chi vorrà cercarsi una spiaggia gratuita dovrà accontentarsi di andare ai margini nord e sud della frazione, dove è difficile o impossibile trovare parcheggio e occorre fare lunghi tragitti a piedi per raggiungere l’arenile».

Per Grosseto Città Aperta – aggiunge De Martis – Marina di Grosseto ha tutt’altre necessità rispetto a questi blitz che hanno evidenti motivazioni elettorali. La prima cosa da fare è investire maggiori risorse derivanti dall’Imu pagata dai proprietari di seconde case, innanzitutto riqualificando parcheggi, lungomare e area centrale. Poi occorre farsi assegnare dallo Stato il forte di San Rocco, per recuperarlo e destinarlo a polo civico della frazione. Realizzare un’area attrezzata per gli spettacoli dal vivo, e dotare la frazione di una beach arena pubblica per gli sport da spiaggia. Solo così si alimenterà lo sviluppo economico della frazione e si contribuirà alla sua riqualificazione. Non certo mettendo all’asta pezzi di spiaggia pubblica».

Sulla stessa lunghezza d’onda è Dario Bibbiani candidato sindaco del Pci di Grosseto. Anche Bibbiani sottolinea come «la totale accessibilità deve essere condizione necessaria per ogni pubblico esercizio, non costituire un qualcosa in più eventualmente da premiare» e si pone una domanda a proposito di «questo nuovo stabilimento balneare: ma ce n’era proprio bisogno? Continuare a dare spazi al privato a discapito del pubblico, cementificare e asfaltare a più non posso, questa è la vera linea d’azione del centrodestra, condivisa del resto dal centro-pseudosinistra. Il Pci invece dice basta. Valorizziamo, miglioriamo, ristrutturiamo quello che c’è, ma basta con il consumo del suolo».

Cominciando proprio da un piano per il superamento di tutte le barriere architettoniche, fisiche e sensoriali, partendo, dove possibile, dagli adeguamenti degli edifici destinati a civili abitazioni esistenti e andando alla realizzazione di nuove costruzioni che non abbiano barriere attraverso gli strumenti urbanistici di cui l’amministrazione è titolare».



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