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I clienti ballano, il Cala Felice club chiuso per 5 giorni

Michele Nannini
I clienti ballano, il Cala Felice club chiuso per 5 giorni

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Michele Nannini

SCARLINO. Cinque giorni di chiusura oltre a un provvedimento sanzionatorio da parte della guardia di finanza arrivano per il Cala Felice beach club, dove è stata riscontrata la presenza di clienti intenti a ballare all’interno della struttura.

Così il locale scarlinese sul lungomare Garibaldi, uno dei punti di riferimento del mondo dell’intrattenimento e della ristorazione della costa nord della provincia, dovrà chiudere i battenti per il resto della settimana.

La segnalazione è partita dalla guardia costiera. Nelle parole di Danilo Ceccarelli, gestore del Cala Felice, c’è amarezza per quanto accaduto anche se oggettivamente la sanzione e il provvedimento sono difficilmente contestabili pure dai titolari. «Abbiamo fatto attività di american bar per tutto il periodo estivo – conferma Ceccarelli – con musica da ascolto a volume normale, purtroppo diventa difficile evitare momenti di aggregazione al bar, gli agenti che sono intervenuti hanno individuato una situazione irregolare emanando l’ordinanza di chiusura e la sanzione pecuniaria. E francamente hanno ragione loro, indubbiamente diventa difficile stabilire il contrario, nonostante non avessimo nemmeno 200 persone nel locale in certi momenti diventa complicato avere tutto sotto controllo; nel momento dell’intervento ci sarà stata una trentina di ragazzi davanti al bar senza mascherina perché con il bicchiere o la sigaretta in mano, però basta guardare cosa succede in giro per le strade di Follonica o davanti ai locali e ai bar, dove gli assembramenti sono molto più evidenti di quello che è stato contestato a noi – osserva – per capire che qualcosa non torna. Accettiamo comunque senza problemi il provvedimento, si chiude per il periodo segnalato e riapriremo quando sarà possibile».

Ritorna d’attualità quindi il problema della mancata riapertura delle discoteche e dei locali di intrattenimento, che avrebbero potuto evitare situazioni simili e avrebbero forse consentito agli imprenditori del settore – è parere diffuso – di lavorare in maniera più serena, magari potendo anche controllare più facilmente la clientela.

«Purtroppo si parla bene ma si agisce male – continua Ceccarelli – Non metto in discussione i controlli che stanno facendo o il provvedimento di chiusura ma è proprio il sistema che non funziona: così non si cresce, non si crea prodotto interno lordo e non si blocca la pandemia da coronavirus. Da noi si cerca il pelo nell’uovo, poi in piazza e in strada si balla abusivamente senza controllo ma nessuno ha autorizzato tutto ciò e nessuno si sporca le mani; magari dentro a un locale i ragazzi potevano essere controllati in maniera migliore. E anche le polemiche ormai non portano a nessun risultato – conclude– Noi staremo chiusi in questi giorni e ripartiremo con la nostra attività appena possibile».

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