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Assalto notturno al gregge 50 pecore uccise nel recinto

Ivana Agostini
Assalto notturno al gregge 50 pecore uccise nel recinto

Sotto choc Luigi Farina, allevatore dell’Osa, dopo aver scoperto la strage  «La politica si muova. Siamo lasciati soli e ho voglia di mollare tutto»

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Ivana Agostini

ORBETELLO. Nel suo recinto antilupo ha trovato una strage: 50 pecore uccise. È l’amara sorpresa che ha avuto ieri mattina Luigi Farina, un allevatore che ha la sua azienda all’Osa, nel comune di Orbetello.

Il suo gregge conta circa 1500 pecore. Ieri mattina gli ovini sopravvissuti erano sotto choc per la paura subita nell’aggressione.

Farina ha 49 anni. Nella sua vita ha conosciuto solo il mestiere dell’allevatore. Vi ha dedicato tutta la vita. Ha investito creando un’azienda all’avanguardia. Oggi, alla soglia dei 50 anni, con un’azienda avviata e tre dipendenti, si sente senza forze ma soprattutto prova rabbia.

«Non so davvero come possa essere entrato il predatore dentro al recinto antilupo – dice – Siamo vicini al mare eppure anche qui abbiamo subito un attacco terribile. La conta potrebbe essere provvisoria perché per lo spavento altre pecore potrebbero morire. La situazione è seria e la voglia di mollare tutto è tanta perché siamo lasciati soli. Nessuno ci tutela, né la politica né le associazioni di categoria. Non basta dare il rimborso per le pecore che sono morte. Io ho sostenuto e sosterrò spese che nessuno mi darà. La situazione deve cambiare. Facciamo di tutto per le nostre aziende – aggiunge – per renderle sempre più sostenibili e di qualità ma nessuno ci aiuta ad andare avanti nel lavoro. È un lavoro umile ma dignitoso. Lo faccio da sempre credendo che sia il mestiere più bello del mondo. Cerco di sensibilizzare i giovani e poi tocca fare i conti con queste cose. Non si può andare avanti così. Io non mi posso ammalare di lavoro. È come una roulette russa: oggi tocca a me, domani a un altro. Basta. La politica si deve muovere. Oggi devo fare delle riflessioni che mi porterebbero a mollare tutto».

Farina è arrabbiato e deluso da un sistema che secondo lui fa sentire soli gli allevatori. Vedere il suo gregge impaurito, le sue pecore abortire dalla paura è un dolore troppo grande. Finora aveva subito piccoli attacchi ma questo è troppo.

Ieri mattina, sul posto, è arrivata Mirella Pastorelli, presidente del Comitato Pastori d’Italia. «Sono sgomenta – dice – dinanzi alla tragedia che ho visto. Una moltitudine di pecore morte, agnellini lacerati: uno scempio difficile da descrivere per il dolore inflitto all’allevatore che dal nulla ha costruito un’azienda all’avanguardia con reti antilupo. Tutti i sistemi di sicurezza non sono serviti per salvare il patrimonio di Farina. L’allevatore in mezzo a tanta disperazione ha manifestato l’idea di gettare la spugna. Il comitato chiede interventi urgenti e risolutivi per gli allevatori colpiti dalle predazioni – sostiene Pastorelli – Si sente parlare di convivenza di predatori e pastorizia, un’utopia. I detentori della verità come spiegano queste stragi? Chiediamo all’assessora all’agricoltura, Stefania Saccardi, di affrontare seriamente il problema e prendere in considerazione le richieste del Comitato, composto da allevatori che ogni giorno devono lottare per la sopravvivenza propria e del gregge. Siamo invasi da predatori. Reti e cani non risolvono il problema. Basta con l’assistenzialismo: servono interventi decisivi».

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