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Un’altra estate passa senza il Balestro ma la città non desiste
Gli sbandieratori in erba non hanno smesso di allenarsi E già si pensa a quando si potrà tornare tutti in piazza
Alfredo Faetti
massa Marittima. Il silenzio tra le vie del centro ieri sera ha fatto più rumore del solito. Sotto le stelle che anticipano il Ferragosto, a Massa Marittima in genere si consuma la festa, condita da quella sana goliardia che accompagna una competizione tanto antica quanto sentita. A quest’ora, secondo la tradizione, uno dei tre Terzieri dovrebbe ancora smaltire la sbornia della gioia per la vittoria del Balestro del Girifalco, cancellato per il secondo anno consecutivo causa Covid.
È un’assenza che si fa sentire in città, e alla speranza di tornare presto in piazza si contrappone il timore che la pandemia avrà i suoi effetti ancora a lungo.
«Speriamo in tempi migliori e che le vostre bandiere continuano a volteggiare nella piazza», dice Mirio. «Secondo me passerà del tempo prima di rifarlo», risponde Alessandro, facendo trapelare tutta la sua tristezza dietro alla preoccupazione. «Spero di no – commenta Giuliana – Mi manca così tanto». Sono scambi del proprio sentire sui social media che riflettono i sentimenti della piazza.
È dal 14 agosto 2019 che Massa Marittima non si riunisce al cospetto di San Cerbone per dar corpo e voce alla sua manifestazione per eccellenza. L’ultimo Balestro disputato, il 123°, è stato quello combattuto all’ultimo dardo tra Borgo e Cittanuova, deciso infine dall’ottavo tiro, quello di Gianni Gori, che ha regalato al Terziere biancorosso il cappotto. La festa dalla piazza si spostò nei vicoli di Cittanuova e poi da lì, sotto le stelle che anticipano Ferragosto, andò avanti tutta la notte, tra cori e sfottò, abbracci e brindisi accalcati, vincitori lanciati in aria a trionfo, secondo la migliore tradizione. Sembra una vita fa.
Le ultime quattro edizioni – ergo negli ultimi due anni – la Società dei Terzieri non ha potuto far altro che prendere atto della situazione e adeguarsi a quanto avviene in tutti gli altri centri d’Italia che hanno l’anima nella propria rievocazione storica. L’impossibilità di mantenere distanziamento e rispettare tutte le norme anti Covid senza snaturare l’evento (figuriamoci organizzarlo a porte chiuse, svuotandolo della sua essenza) ha costretto gli organizzatori a cancellare le edizioni. In termini pratici, Massa Marittima ha perso così qualcosa come tremila presenze in una sola giornata, rappresentate da visitatori che alloggiano in zona e non vogliono perdersi lo spettacolo. In termini affettivi, la perdita è decisamente più grossa.
L’animo però è afflitto ma tutt’altro che domato, perché nei luoghi storici continua ad andare avanti la tradizione. Venerdì mattina, al Parco di Poggio, era possibile vedere i ragazzi impegnati con le bandiere e gli esercizi che aprono la strada per diventare membri degli Sbandieratori Massetani, realtà che apre il Balestro e che con le sue esibizioni porta il nome della città in giro per il mondo. Rudi Renzi, da sempre attivo nel Balestro, raccontando sui social media questi ragazzi, ricorda come questo impegno parta da lontano, dagli Anni Sessanta. «Da allora centinaia di ragazzi e poi ragazze hanno trascorso parte del loro tempo tra quelle bandiere, quei tamburi e quelle chiarine, a volte per un breve periodo, altre per un’intera vita – scrive Renzi – In questo periodo di pandemia, le attività di numerose associazioni sono state messe a dura prova: nel nostro piccolo cerchiamo di dare un contributo affinché si torni alla normalità». E in Piazza, magari già dal prossimo anno.
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