Il Tirreno

Grosseto

L’OPERAZIONE  

Soldi dallo Stato senza requisiti: in cinque scoperti dalla Finanza

Soldi dallo Stato senza requisiti: in cinque scoperti dalla Finanza

Si tratta di società che avevano richiesto e ottenuto contributi a fondo perduto. Denunciavano affari in calo con il Covid, ma qualcuno incassava più di prima

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GROSSETO. Si prendevano i sussidi dello Stato per le attività in difficoltà in seguito alla pandemia, ma senza averne diritto. E la guardia di finanza se ne è accorta. Scoprendo e sanzionando cinque società.

In questo delicato periodo di ripresa economica, l’attività delle fiamme gialle prosegue senza sosta anche nei confronti dei più gravi episodi di illeciti economico-finanziari, con particolare riferimento al controllo della corretta percezione di finanziamenti e agevolazioni pubbliche concesse nell’ambito dei decreti Liquidità e Rilancio. Il nucleo di polizia economico-finanziaria di Grosseto, guidato dal tenente colonnello Vincenzo Conetta, ha effettuato un accertamento su oltre 30 soggetti – tra società e professionisti – che hanno richiesto e ottenuto le agevolazioni, individuando alcune posizioni maggiormente sospette. Sono stati scoperti cinque operatori economici (tre società operanti nei settori immobiliare e di distribuzione farmaci e beni per la persona, due società di professionisti, di cui una operante nel settore contabile e l’altra nel settore legale) che hanno richiesto e ottenuto complessivamente 60mila euro di benefici statali – nelle due diverse tipologie di “finanziamento a fondo perduto” o “finanziamento garantiti” – , non avendone in realtà i requisiti. In particolare, l’irregolarità principale è stata l’aver indicato, nelle domande di fruizione dei finanziamenti, redditi e fatturati più bassi di quelli effettivamente realizzati nel periodo pandemico, in realtà risultati in alcuni casi anche più alti rispetto ad anni precedenti; addirittura, in un caso la società richiedente, pur operando e conseguendo profitti, non presentava dichiarazioni al fisco da alcuni anni.

I finanzieri hanno quindi segnalato tre persone per ipotesi di reato di truffa aggravata, ovvero di indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato.

In questo particolare periodo connotato ancora da problematiche socio-economiche legate al Covid-19, la guardia di finanza, con servizi quali quello in argomento, ha come principale obiettivo la tutela dell’economia legale, individuando e contrastando i fenomeni di illegalità economico-finanziaria maggiormente lesivi e insidiosi, nonché proponendosi quale punto di riferimento a livello locale in ordine alle iniziative volte alla tutela del sistema economico e dei finanziamenti nazionali e comunitari destinati a chi effettivamente realizza prodotti e servizi che meritano in concreto il sostegno pubblico.

Quindi, l’attività operativa, come nel caso in questione, è orientata in modo mirato e selettivo su soggetti caratterizzati da elevati e concreti profili di rischio, e sugli illeciti economici che più danneggiano gli interessi dello Stato e dell’Unione Europea, nonché le regole della concorrenza e del mercato.



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