Nuovi piani urbanistici Si aspetta l’ok di Firenze e poi ecco cosa si farà
GAVORRANO. Dopo l’ultimo passaggio in consiglio comunale, il piano operativo del Comune – un tempo si chiamava Regolamento urbanistico – approda adesso alla Regione. È stato l’ultimo atto di un lungo processo che ha coinvolto la comunità in incontri, proposte telematiche e osservazioni, con la rivisitazione dello strumento adottato per ogni suggerimento accolto.
Una volta ottenuto il parere della conferenza paesaggistica della Regione Toscana, il piano operativo inizierà a portare i suoi benefici, secondo l’Amministrazione comunale. Il piano di governo del territorio è completo dopo il passaggio già concluso nei mesi scorsi relativo al nuovo Piano strutturale, la “norma-quadro” del Piano operativo: l’iter è il medesimo, per i due strumenti con l’approvazione a livello comunale e il doppio passaggio regionale e della Sovrintendenza. «Una volta concluso il percorso autorizzativo – spiegano il sindaco Andrea Biondi e l’assessore all’urbanistica Claudio Saragosa – sarà possibile affrontare alcuni dei problemi del Comune, come la ridefinizione del centro di Bagno di Gavorrano con un programma complesso di riqualificazione, il nodo strategico di Pozzo Roma e il recupero funzionale a servizio dell’agricoltura di qualità del vecchio consorzio agrario di Potassa».
«Il piano permetterà di valorizzare le aree rurali sviluppando le strutture agrituristiche e turistiche – notano sindaco e assessore – e i centri storici cercando di incentivare l’organizzazione dell’accoglienza anche con gli alberghi diffusi. Per chi voglia sviluppare nuove attività di impresa, il Comune ha già individuato strumenti di incentivo abbassando gli oneri urbanistici, e con piccoli bandi per le attività produttive».
L’altro strumento urbanistico, ovvero il Piano strutturale, è già stato controdedotto dal consiglio comunale a marzo ed è convocata per il 1° settembre la prima conferenza paesaggistica per l’approvazione finale di Regione e Sovrintendenza. «Siamo ottimisti – conclude Biondi – ma non siamo certi che ci sia il disco verde complessivo; stesso iter seguirà il Piano operativo che però avrà tempi un po’ più lunghi. Da parte del Comune non ci metteremo più mano a meno di richieste precise di Regione o Sovrintendenza, per le tempistiche ipotizziamo la conclusione del percorso entro la fine 2021 o inizio 2022».
Michele Nannini
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