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Grosseto

il futuro della città  

I centri commerciali vogliono ampliarsi: ecco i progetti di Aurelia Antica e Maremà

Giovanna Mezzana
I centri commerciali vogliono ampliarsi: ecco i progetti di Aurelia Antica e Maremà

Grosseto. Ipotesi di estensione di 5mila metri quadri al Casalone, nuova maxistruttura di vendita e sala spettacoli al Commendone.

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Grosseto. Forse nessuno se lo sarebbe mai aspettato ma i due centri commerciali che la città possiede – l’Aurelia Antica al Casalone e il Maremà al Commendone – in futuro potrebbero diventare più grandi di quanto sono. Potrebbero insomma ampliarsi. Pur con delle differenze non trascurabili, è questa l’intenzione di entrambe le proprietà: ovvero, la famiglia Ricci per il centro commerciale Aurelia Antica, e Igd, la società ravennate nata dal patrimonio immobiliare di Coop Adriatica (ora Coop Alleanza 3.0) e di Unicoop Tirreno, che ha realizzato la cittadella commerciale del Maremà. Per ora i progetti di espansione dei due centri commerciali sono (solo) dei “desiderata”, rispettivamente dell’una e dell’altra proprietà: per diventare realtà dovranno passare sotto il vaglio della Regione Toscana (e ora vedremo il perché) oltreché del comune di Grosseto.

il quadro

La città di Grosseto sta rinnovando i propri strumenti urbanistici, ormai datati: parliamo del Piano strutturale, il cui avvio del procedimento di formazione venne disposto il 22 novembre 2019 con una delibera (la n. 122) del consiglio comunale; e del Piano operativo, il cui procedimento di formazione è stato avviato da una recentissima delibera della giunta comunale, la n. 90 del 5 agosto. Il Piano strutturale è una sorta di legge-cornice a cui la Legge urbanistica della Regione Toscana – la n. 65 del 2014 – affida il compito di individuare il “perimetro del territorio urbanizzato”, al di fuori del quale non è più consentito realizzare edificazioni residenziali (né case, né appartamenti) mentre le previsioni non residenziali (commerciali, artigianali, industriali) sono subordinate al parere favorevole della Conferenza di copianificazione tra Comune e Regione. Il Piano operativo – l’ex regolamento urbanistico – invece, stabilisce operativamente, appunto, come “le cose devono essere fatte”.

il dossier

Fatto il quadro, da dove si scoprono i progetti di ampliamento dei due centri commerciali? Dal dossier dedicato alla aree di trasformazione esterne al territorio urbanizzato, che è uno dei documenti che accompagnano l’avvio del procedimento per il nuovo Piano strutturale. Tale dossier include 96 schede di “proposte” di interventi di natura non residenziale (niente case né appartamenti), tutti da realizzare al di fuori del margine urbano, e che devono dunque essere sottoposti a co-pianificazione. Nel 2020, del resto, l’Amministrazione comunale aveva aperto un avviso pubblico che consentiva a chiunque di inviare contributi, richieste, desiderata e alcuni di quelli giunti – questi 96 – riguardano, appunto, interventi fuori dal margine urbanizzato.

cosa vogliono

Le schede sono molto sintetiche, “di massima”, ma ciò che si legge è inequivocabile. La scheda n. 3 è quella relativa alla crescita del centro commerciale Aurelia Antica: e qui viene indicato un ampliamento di cinquemila metri quadri, di cui duemila per grande distribuzione organizzata non alimentare; dato che le norme tecniche di attuazione del vecchio Regolamento urbanistico non consentono espansioni delle superfici di vendita (hanno funzione commerciale solo le superfici di vendita di cui ai titoli edilizi rilasciati alla data di adozione del Regolamento), va da sé che chi propone chiede che venga eliminato questo divieto di espansione. La scheda n. 48, invece, riguarda il centro commerciale Maremà: e qui la proprietà chiede di realizzare tre strutture che all’origine erano già previste ma che poi non sono state fatte: e cioè, una grande struttura di vendita non alimentare, una sala di pubblico spettacolo, un centro direzionale; chiede, insomma che gli venga confermato (o riattribuito? ) quel diritto a realizzarle e chiede che venga cancellato il limite di 20mila metri quadri complessivi di superficie commerciale al dettaglio. E a scomputo degli oneri di urbanizzazione – fino a tre milioni di euro – donerebbe al Comune un palasport, da realizzare al Commendone. Sempre per rimanere in tema, desta interesse anche la richiesta di spostare il supermercato Eurospin di via Teano nei terreni di via Adda/via di Sterpeto su cui prenderà forma un nuovo quartiere residenziale (come da vecchia previsione urbanistica).

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