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Cinque furti in quattro mesi Lo sfogo di un imprenditore

Alfredo Faetti
Cinque furti in quattro mesi Lo sfogo di un imprenditore

L’ultimo non è andato a segno grazie all’arrivo tempestivo dei carabinieri Marco Cappelli: «È gente esperta, che sa come muoversi e vi spiego il perché»

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Alfredo Faetti

scarlino. Quello di venerdì è stato il quinto colpo subito dallo stesso imprenditore in quattro mesi. Per fortuna, almeno l’ultimo, è stato soltanto tentato. Ma è chiaro che la situazione è esasperante per gli imprenditori della zona artigianale a Scarlino Scalo, dove ormai non si contano più i furti riusciti o tentati.

A raccontare la frustrazione che si vive in quella piccola ma produttiva fetta di territorio è Marco Cappelli, titolare della ditta specializzata in infissi Fratelli Cappelli sas. Quella insomma in cui i ladri hanno tentato di entrare venerdì notte, salvo poi fuggire all’arrivo dei carabinieri. «Spendiamo molti soldi in allarmi e sistemi di sicurezza, ma è tutto inutile – racconta l’imprenditore – Purtroppo non c’è controllo». Cappelli racconta quel che è accaduto venerdì. «Attorno al capannone ho installato i sistemi d’allarme, ma i ladri erano in azione all’esterno – dice – Ho visto che c’era movimento attorno ai furgoni e, guardando meglio, ho notato due uomini che si stavano passando una vaporella. A quel punto ho chiamato i carabinieri, che sono arrivati subito». I militari, come spiegato in una nota diffusa dall’Arma sabato, sono arrivati subito perché erano già in strada per i controlli sulla movida follonichese. Alla vista della pattuglia, i ladri sono fuggiti attraverso i campi e sono riusciti a far perdere le loro tracce. Ma almeno la refurtiva è stata subito recuperata.

«Ringrazio i carabinieri per la tempestività del loro intervento e capisco che le forze a loro disposizioni non sono molte. Ma così non è possibile davvero andare avanti». Anche perché questa serie di furti è opera di chi sa il fatto suo. «A maggio hanno smurato la cassaforte e sono andati ad aprirla in bagno, dove l’allarme non arriva – prosegue Cappelli – Segno che sanno come muoversi».

Ora l’idea delle imprese della zona artigianale è quella di organizzarsi con un sistema di vigilanza privato, ma ovviamente comporta costi. «Qualcosa dobbiamo pur fare, anche perché non ci ha chiamato nessuno dopo l’ultimo turno», conclude l’imprenditore. La situazione nella zona artigianale finisce anche nel dibattito politico: il Pd che attacca l’Amministrazione comunale. «Dove sono le politiche sulla sicurezza, tanto care e sbandierate a ogni occasione dai leghisti in generale e da quelli che governano il nostro Comune? – si legge in una nota – Chiediamo una maggiore attenzione e un aumento dei servizi di pattuglia della polizia municipale durante la notte, tanto più che quest’anno non si deve neppure fare servizio per le discoteche, con la richiesta di un maggiore intervento da parte delle forze dell’ordine statali».

Ma c’è anche un altro aspetto che viene sollevato nella nota: quello urbanistico. «Visto che gran parte di questi furti sono avvenuti nella zona artigianale La Pieve – conclude il Pd – che, in semiabbandono e priva di illuminazione pubblica, è divenuta terreno fertile per i ladri. Chiediamo alla sindaca a che punto sia la presa in carico della lottizzazione dell’area da parte del Comune visto che in campagna elettorale si era promesso di porre rimedio alle presunte carenze delle amministrazioni precedenti nel giro di pochissimo tempo, o anche qui siamo di fronte all’ennesima promessa elettorale non mantenuta » .

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