Perugini: «Così lo Stato carica di responsabilità i lavoratori»
GROSSETO. Il tema “Green pass” viaggia forte anche nel mondo della politica. Un modo per alimentare il dibattito, ma anche per esporre la propria idea. E in una Grosseto che il 26 settembre andrà al voto, ecco che il “passaporto verde” attira pareri e punti di vista.
Come quello illustrato da Emanuele Perugini, candidato sindaco con un progetto civico, sostenuto da “Il Polo civico per Grosseto” e “Insieme per Grosseto”. Perugini, in particolare, dice di schierarsi dalla parte di «commercianti, ristoratori, baristi e tutte le categorie che oggi si vedono scaricare delle responsabilità non loro».
Perugini prosegue: «Dopo un anno e mezzo di Covid sappiamo con che cosa abbiamo a che fare. Accollare l’onere del controllo, che solitamente appartiene alla pubblica amministrazione, interamente sugli esercenti è un errore». L’aspirante primo cittadino va avanti.
«Per esempio, non possono – dice riferendosi a ristoratori e baristi – semplicemente accettare un’autocertificazione come ha già chiesto la Federazione italiana dei pubblici esercizi a fine luglio? Il rischio è che le persone affette da patologie, che sono esentate dal Green pass, in quanto non vaccinabili, si trovino se non costrette, comunque, indotte a far sapere le loro condizioni di salute al barista o al ristoratore. In tutto questo la tanto decantata privacy dove va a finire?», si chiede Perugini. Infine, il candidato dell’area civica lancia un attacco allo Stato, tirando in ballo la responsabilità delle massime autorità del Paese. «Alla base di tutto c’è che lo Stato deve fare lo Stato, e chi fa da mangiare deve essere bravo a fare quello – conclude Perugini –. Collaborazione si, ma sostituzione no».
L’esordio del Green pass in città, dunque, diventa subito argomento politico.
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