Pia de’ Tolomei Fu forse il primo femminicidio?
Il 25 settembre a Gavorrano un convegno per fare luce su una figura leggendaria
storia
michele nannini
Nell’ambito dei festeggiamenti per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri il Comune di Gavorrano organizza un convegno per il 25 settembre nel rinnovato teatro comunale.
Nel convegno, partendo dalle ricerche dello storico Decimo Mori, verranno analizzati analizzata la figura di Pia de’ Tolomei ma soprattutto i tanti misteri che la circondano, a partire dalla sua morte, avvenuta secondo il sommo poeta proprio in Maremma, ma sulla quale i dubbi rimangono ancora fitti.
«Può sembrare un paradosso fare un convegno per scoprire se davvero la Pia de’ Tolomei è morta nel nostro territorio – spiega Andrea Biondi, sindaco di Gavorrano – La leggenda popolare la colloca a Gavorrano o comunque in questa zona e continueremo a coltivare questa leggenda. Ma serve anche una verità storica che in questo convegno cercheremo di analizzare, partendo da un testo fondamentale, “La leggenda della Pia”, di Decimo Mori, nato a Giuncarico a fine Ottocento, profondo esperto della materia». Il testo sul quale si basa il convegno è forse l’ultima copia esistente e rappresenta un autentico cimelio.
Il convegno, su richiesta anche di altri appassionati e ricercatori della zona, cercherà di fare luce su questo personaggio che Dante con pochi versi fa diventare famosissimo e con lei anche il nostro territorio, sarà una riflessione e una ricerca storica che vorrà risolvere i tanti dubbi attorno alla figura della Pia.
Uno degli storici locali particolarmente attento a Pia de’ Tolomei è Piero Simonetti, da sempre ricercatore di aneddoti e verità su questa donna misteriosa.
«La Pia dantesca fa parte del lavoro quotidiano degli studiosi – spiega Simonetti – La sua identità e la sua figura sono terreno di confronto per i ricercatori. Lo stesso casato dei Tolomei non è certificato nella storia della Pia. Mori è stato uno dei primi che, di fronte all’incertezza e alla mancanza di documenti, aprì a inizio Novecento un ciclo di studi che suggerisce come la Pia sia in realtà appartenente al casato dei Malavolti, al centro poi di un matrimonio politico come succedeva all’epoca».
La stessa sua morte è ancora un mistero. «Malattia? Suicidio? Quando per il marito Nello de’ Pannocchieschi diventò un ostacolo da eliminare – dice ancora Simonetti – a un certo punto sparì. Forse fu uno dei primi femminicidi della storia toscana, tanto che studiosi e ricercatori continuano tuttora a lavorare sull’argomento».
Intanto «vogliamo riprendere un appello proprio di Mori – prosegue Simonetti – che nel suo libro invitava i giovani dell’epoca a frequentare Castel di Pietra perché si potevano ancora sentire le voci della Pia nelle notti di agosto; potrebbe essere uno spunto attuale per dare alla storia uno spirito e una lettura nuova».
La figura di Decimo Mori verrà ricordata con l’apposizione di una targa in via dell’Incrociata a Giuncarico, mentre il 26 settembre sempre al teatro comunale andrà in scena una rappresentazione lirica inedita realizzata su trascrizioni recuperate e analizzate dal conservatorio di Livorno. —
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