Il Tirreno

Grosseto

orbetello 

Canoni sospesi ai pescatori Casamenti replica a Chiavetta

I. A.
Canoni sospesi ai pescatori Casamenti replica a Chiavetta

2 MINUTI DI LETTURA





orbetello. Riparte il botta e risposta tra il candidato sindaco Mario Chiavetta e il candidato sindaco (e primo cittadino uscente) Andrea Casamenti: materia del contendere questa volta è il lodo sui canoni della Orbetello pesca lagunare.

Il sindaco ribatte alle accuse del suo avversario che lo accusa di aver lasciato le casse comunali senza due milioni di euro, ossia il valore dei canoni che la società dei pescatori avrebbero dovuto pagare da qui al 2029.

Il lodo arbitrale a cui il Comune si è affidato per decidere sui canoni non pagati dai pescatori lagunari ha stabilito che questi ultimi non devono pagare i canoni dal 2012 fino alla scadenza della convenzione. «Il 30 dicembre 2015 – dice Casamenti – è stata approvata dalla precedente giunta, proprio con Chiavetta assessore, la nuova proroga del debito dei pescatori nei confronti del Comune, salito a 323. 178 euro, nonostante negli anni precedenti ci fossero state ulteriori proroghe da parte della stessa giunta, e senza presentare una fideiussione. Perché Chiavetta non ha affrontato la questione seriamente, permettendo quell’accumulo di debito, andando ad analizzare i danni che la società aveva subito a causa dell’alluvione del 2012 e della morì dei pescia del 2015? Perché – aggiunge Casamenti – Chiavetta ha approvato la terza proroga del debito in pochi anni senza la presentazione delle precedenti fideiussioni? Era distratto? Non conosceva ciò approvava? ». Casamenti annuncia, poi, l’appello al lodo arbitrale. «Il lodo arbitrale – dice – può essere oggetto di ricorso in Corte d’Appello entro 90 giorni a cui si aggiunge anche il periodo di sospensione feriale. Chiavetta non sa neanche questo. Sulla base del lodo arbitrale, abbiamo fatto il primo incontro con la società dei pescatori dando avvio a un percorso-confronto che potrà necessitare di vari passi nelle prossime settimane e, ci auguriamo, che si concluda con una soluzione che possa soddisfare al massimo ambedue le parti, finalmente definitiva per ripartire con nuovi e importanti progetti di sviluppo della nostra laguna. Da parte dell’amministrazione comunale c’è sicuramente fiducia nella chiusura definitiva della vicenda, che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione comunale e dallo stesso Chiavetta, nella soddisfazione di entrambe le parti ovvero Comune e pescatori».

Casamenti, quindi, non vede cosa ci sia di preoccupante nel lodo arbitrale che ha deciso che i pescatori non pagheranno più il canone fino al 2029. Ora rimane da vedere quando il Comune farà ricorso e se le parti riusciranno ad arrivare a un accordo che non faccia perdere alle casse pubbliche circa due milioni di euro. I pescatori non avevano pagato i canoni facendo valere una clausola nella convenzione. –

I. A.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani