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Grosseto

Tatti, il borgo che strega i benestanti signori d’Oltralpe resta con i rubinetti a secco

michele nannini
Tatti, il borgo che strega i benestanti signori d’Oltralpe resta con i rubinetti a secco

Ogni estate è sempre lo stesso copione: manca l’acqua potabile  Eppure c’è chi dalla Svizzera considera il paese un luogo straordinario 

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IL CASO

michele nannini

In inverno sono poco più di 200 persone che però in estate si moltiplicano facendo di Tatti uno dei tipici borghi maremmani del quale i turisti, soprattutto stranieri, vanno pazzi. Possiede una dimensione naturale che è sempre più difficile trovare, un vivere slow che piace ma che ha portato anche – come rovescio della medaglia – qualche problema nei servizi pubblici. Perché a Tatti, ormai da anni, con la bella stagione inizia la lotta dei turisti, dei residenti e degli imprenditori con la mancanza di acqua. Il problema non è legato a rotture o situazioni contingenti perché in estate è sempre lo stesso copione, anno dopo anno: e senza che nessuno sia ancora riuscito a trovare una soluzione.

«Da tre anni sono direttore del Barrino, l’attività principale di ristorazione del borgo, e la situazione si ripete di continuo», spiega Giuseppe Esposito, follonichese che si occupa del locale dal 2019. La storia del Barrino di Tatti è molto particolare: voluto dalla comunità del paese, è nato come una piccola struttura ricettiva che col passare del tempo si è allargata diventando ristorante e pizzeria; dopo un periodo di chiusura il locale è entrato nell’orbita di Ruedi Gerber, il regista e produttore svizzero che a caccia di un buen retiro toscano ha scelto l’azienda biodinamica Sequerciani e il bed & breakfast La Fattoria di Tatti per investire e sviluppare la sua attività rilevando poi anche il Barrino. Che, come il resto del paese, soffre terribilmente la sete con l’arrivo del caldo torrido.

«È un problema che porta con sé disagi importanti – continua Esposito – In estate, vuoi per i turisti in arrivo, vuoi per l’operatività delle tante strutture ricettive e degli agriturismi, vuoi per le seconde case, la popolazione cresce in maniera notevole trasformando Tatti da piccola frazione, abitata soprattutto dai pensionati che sono legati a questa terra, a uno dei borghi più ricercati della Maremma medievale. È un grosso problema, anche perché ormai è diventato abituale e Acquedotto del Fiora non è riuscito mai a porre rimedio ad esso. Siamo tutti legati alla disponibilità delle cisterne, e quando come titolare dell’attività commerciale alzo la voce, la risposta è pressoché immediata ma sempre tramite l’utilizzo di ausili esterni; il paese non può aspettare che il direttore di una struttura ricettiva picchi i pugni sul tavolo per vedere risolto il problema. Patiscono sia i residenti che i turisti e non è un bel biglietto da visita: se l’acqua va via durante una serata con 100 prenotazioni al ristorante sono costretto a chiudere». «Ho fatto numerose chiamate al call center – conclude Esposito – ma chi mi risponde non può far altro che inoltrare la mia segnalazione. Se non ci fosse il direttore del Barrino a lamentarsi come farebbero gli anziani del territorio? È un problema grave che merita una soluzione rapida e definitiva» e che per altro non sembra interessare solo Tatti, ma anche territori limitrofi.

Intanto, però, Adf ha messo in agenda per giovedì un intervento per potenziare il serbatoio di Poggio alle Vedette, che consiste nell’installazione di un apparecchio (booster) all’impianto di Pian dei Mucini, e che potenzierà la disponibilità di acqua per Tatti e Prata. –

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