Tifoso scherza sul mezzo comunale Interrogazione, dirigente si scusa
Scansano, incursione di un uomo ingessato sul cestello in piazza Garibaldi: polemiche sulla sicurezza
Francesca Ferri
scansano. Un uomo sale sul cestello elevatore che alcuni operai hanno appena usato per installare degli addobbi nella piazza centrale di Scansano. Ha entrambe le gambe ingessate, si solleva sulle due braccia facendo ciondolare un po’ i piedi, scherza con la statua di Garibaldi sulla quale, la sera della vittoria dell’Italia agli Europei, si era arrampicato per festeggiare – lui, italiano d’adozione, arrivato a Scansano giovanissimo dall’Albania e perfettamente integrato nella comunità – ed era rovinosamente caduto, rompendosi i piedi. «Ringrazia Garibaldi che non t’ha fatto morire», gli dice uno dei presenti.
Poteva passare per una goliardata, quella avvenuta giovedì pomeriggio intorno alle 15 a Scansano. Sennonché quel cestello era lì per conto del Comune ed era presente il responsabile dell’area tecnica dell’ente. Non solo. Il siparietto è stato ripreso col telefonino e messo sui social: Tik Tok, Facebook e You Tube. E in poco tempo ha raccolto oltre 3mila visualizzazioni, commenti e polemiche, culminate con un’interrogazione al sindaco Francesco Marchi.
A presentarla, giovedì sera alle 18,30 via Posta elettronica certificata, è stato il consigliere comunale di opposizione Pasquale Quitadamo, che vuole chiarezza su quanto avvenuto. Il sindaco ne era a conoscenza? Le prescrizioni di sicurezza sono state rispettate? Il sindaco sa che ogni manifestazione deve rispettare precise norme di sicurezza? E, in questo caso, che provvedimenti intende prendere?
«Io non sono un poliziotto e non sono uno che fa la spia – dice al Tirreno Quitadamo – ma se il cestello è del Comune ed è presente il responsabile dell’area tecnica del Comune, il Comune deve dare spiegazioni».
Sulla vicenda interviene anche l’ex assessore al turismo Giancarlo Tenerini: «Com’è possibile che un’amministrazione possa permettere che si vìolino le più elementari norme sulla sicurezza, come avvenuto in piazza con l’uomo infortunato alle gambe che si è arrampicato su una gru? La sicurezza non può essere messa a rischio per gioco, fatto ancor più grave se avviene in un cantiere pubblico. Riteniamo che quanto accaduto non sia tanto un atto di goliardia, ma un fatto da analizzare senza quella superficialità con cui molti lo hanno accolto». Tenerini biasima anche «la facilità di accesso ai mezzi impegnati nei lavori e chiede chiarezza «e soprattutto capire di chi siano le responsabilità. Non vogliamo punizioni esemplari, non vogliamo fare gli sceriffi, ma sapere cosa non ha funzionato».
E così come sui social è scoppiato il caso, sempre sui social sono arrivate le scuse del responsabile dell’area tecnica del Comune, Roberto Bucci.
«Voglio innanzitutto chiedere scusa a tutti per quello che è successo – scrive – è stata una bischerata, della quale mi assumo ogni responsabilità». Quanto all’uomo che si è arrampicato, con lui, dice Bucci, «mi è capitato di scherzare per “l’incidente” nel quale è occorso». Così ricostruisce l’accaduto Bucci: «Mi ha chiesto più volte di fotografarlo accanto al luogo nel quale l’incidente è avvenuto, gli ho ovviamente sempre detto di no. Ieri (giovedì) pomeriggio, in una sosta del lavoro di posa degli addobbi per gli eventi in arrivo, ho purtroppo acconsentito a farlo salire sul cestello per fare la foto che chiedeva. Come si vede dal filmato, la scena è durata pochi secondi, e ha coinvolto esclusivamente il sottoscritto e nessun altro dipendente comunale. Ho interpretato, sbagliando, come un gioco, un fatto che non avrei dovuto permettere. Mi dispiace. Non era mai successo e, ovviamente non succederà ancora. Vi assicuro, per aver sperimentato sulla mia pelle le conseguenze della sua mancanza, che la sicurezza di cittadini e persone che lavorano con me è un mio pensiero quotidiano. Ho messo in imbarazzo l’amministrazione e tutto il consiglio comunale, oltre ad aver provocato la giusta indignazione di chi ha voluto commentare l’accaduto, avendo con tutta evidenza sottovalutato quello che stava succedendo». Beffa della sorte, Bucci – da tutti descritto come persona seria e scrupolosa, molto attaccato al lavoro – neppure possiede un profilo social, come conferma lui stesso al Tirreno, spiegando che nella risposta ha usato un profilo non suo. «Accetterò le conseguenze del mio gesto», dice rammaricato al Tirreno. —
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