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I vincenziani lasciano In arrivo i guanelliani
grosseto. Con questa domenica si chiude, dopo quasi 80 anni, la presenza dei padri vincenziani a Grosseto.
I primi due religiosi giunsero in Maremma nel 1948. A loro furono affidati il servizio di cappellania ospedaliera e di accompagnamento spirituale dei seminaristi.
Nei decenni si sono succeduti vari religiosi, alcuni dei quali hanno inciso in maniera significativa anche nella vita pastorale diocesana. Attualmente i padri erano tre.
L’ultimo parroco, padre Egidio Stefani, è stato assegnato come viceparroco a una parrocchia di Palermo; padre Vittorio Pacitti sarà trasferito a Firenze, mentre padre Giancarlo Silveri, da 50 anni a Grosseto, resterà al momento in città, in una struttura privata. Il Sacro Cuore accoglie, ora, l’arrivo dei padri guanelliani.
Ai vincenziani va il «grazie enorme» del vescovo Rodolfo Cetoloni, «a nome anche dei miei predecessori», dice. «La scelta compiuta dai superiori, pur comprensibile a motivo del continuo calo di vocazioni, umanamente ci addolora e ci impoverisce».
Una perdita compensata con l’arrivo di una nuova comunità religiosa, «che accogliamo con entusiasmo», dice il vescovo. Tre i religiosi in arrivo nella parrocchia di via della Pace. Il parroco sarà don Santino Maisano, pugliese; poi don Giovanni Russo, fresco di ordinazione e, da settembre, don Kaspar Maria Paulraj, indiano. —
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