Il presidio
Aree archeologiche «Quest’organizzazione danneggia l’immagine»
castiglione della pescaia. «Cambiano i dirigenti alla guida delle Aree archeologiche nazionali di Cosa (Orbetello), Roselle (Grosseto) e di Vetulonia, ma per quanto riguarda la nostra realtà, anche la neodirettrice non ha accolto nessuna delle richieste che le ho avanzato, lasciando tutto come ha trovato».
Così Walter Massetti, assessore delegato alla valorizzazione delle aree archeologiche castiglionesi, dopo aver letto sulla stampa le recenti dichiarazioni della funzionaria Susanna Sarti, che si è insediata a marzo.
«La direttrice Sarti – dice Massetti – ha assicurato di dare priorità alla ricerca di visibilità per tutte le aree archeologiche, ma forse non si è accorta che nel farlo ci sta penalizzando. In che modo? Non destinando maggior personale di cui dispone alle aperture al pubblico nelle aree vetuloniesi. Questa sua organizzazione ci colloca, di fatto, a un livello di inferiorità rispetto ai siti di Cosa e di Roselle, dove sono attualmente in vigore orari di accesso decisamente superiori e distribuiti su tutto l’arco della settimana, facendo diventare Vetulonia la Cenerentola delle aree archeologiche maremmane».
Massetti parla di «serio danno all’immagine turistica» di tutto il territorio. «L’importante investimento promozionale messo in atto su Vetulonia dall’amministrazione comunale è stato seriamente compromesso», aggiunge. Come? «Dover dire agli ospiti che non potranno terminare il tour vistando la “Tomba della Pietrera” e il resto delle necropoli è davvero controproducente per l’immagine di una piccola realtà che sta facendo di tutto per essere competitiva», conclude Massetti. —
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