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L’ira funesta di Bisconti «Chiavetta ci ha traditi»

Ivana Agostini

Estromesso dalla lista del candidato sindaco, l’ex consigliere provinciale sbotta «Scaricato senza un perché. Per loro rappresentavo un problema»

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«Abbiamo creduto di poter stare in coalizione. Avevamo preso accordi che non sono stati rispettati». Valentino Bisconti si toglie qualche sassolino dalle scarpe.

Dopo aver appreso che lui non era “ben accetto” nella lista di Mario Chiavetta, candidato della coalizione di centrosinistra, Sinistra Italiana ha annunciato con toni durissimi che sarebbe uscita dalla coalizione.

«Avevamo in mente un progetto per rivitalizzare il territorio, volevamo creare una nuova forza di governo che fosse alternativa all’attuale amministrazione. Avevamo spiegato bene le nostre condizioni. Avremmo dato sostegno a Chiavetta mettendo due di noi in lista, io – dice Bisconti – e Paola Della Santina. Tutto questo è andato bene fino a mercoledì quando tutto è cambiato e verso di me è partito un attacco personale. Non sono stato più considerato adatto alla candidatura». In pratica, come riferisce Bisconti, a Sinistra Italiana è stato spiegato che «pur riconoscendo il valore aggiunto di Bisconti all’interno della coalizione, un posto da candidato non si addice per il suo trascorso politico e che la sua candidatura porrebbe più problemi che soluzioni». Insomma, Bisconti andrebbe bene per portare i voti ma non per essere candidato ed, eventualmente, ricoprire un posto in giunta. «Mi piacerebbe che mi si spiegasse che cosa vuol dire “trascorso politico”. Sono stato condannato per mafia? Ho ammazzato qualcuno? Andavo bene per fare il consigliere provinciale con Leonardo Marras ma non sono adatto a entrare in giunta? Ho fatto qualcosa di grave ad avere idee sulla messa in sicurezza dell’Aurelia e del territorio, sulla realizzazione di un cimitero ad Albinia in area pubblica (ex Aeronautica) invece che in una privata. Sempre nell’ex Aeronautica avrei voluto dare un posto ai carristi per realizzare il carro e intitolarlo a Settimo Bertaggia. Tutto questo vuol dire essere un rompiscatole e non essere gradito in giunta? Potevano dirlo subito, non aspettare dei mesi. Ci hanno tenuti buoni per la paura che potessimo fare una lista? Bene, non è escluso che accada. Incontreremo le altre forze di sinistra e decideremo».

Per lui la lista presentata da Chiavetta non ha nulla di sinistra. «Non rappresenta certo una vera alternativa alla destra – aggiunge – in questi cinque anni il Pd non ha saputo creare una vera alternativa. La lista di Chiavetta può essere di centro ma non certo di sinistra. La vera sinistra non la può votare. Mettere dentro l’ex assessore di Andrea Casamenti (Stefano Covitto ndr) è la dimostrazione che non vogliono una lista di centrosinistra. Togliermi di mezzo gli è forse servito a chiudere con il passato? La mia colpa qual è stata? Quella di aver contribuito a far amministrare Monica Paffetti?». La coalizione, sebbene non ritenesse adatto alla candidatura Bisconti, aveva messo in lista l’altra rappresentante di Sinistra Italiana Paola Della Santina che però ha lasciato il suo posto perché i patti erano diversi. «Non hanno rispettato gli accordi – dice Della Santina – quello che hanno fatto è stato un affronto al nostro partito. Abbiamo una storia. Tutti la conoscono. Abbiamo la conoscenza del territorio e dei suoi problemi. Abbiamo una coerenza di valori e nessuno deve dirci in che direzione dobbiamo andare. Questo avrebbero voluto fare Chiavetta e gli altri. Se queste erano le loro intenzioni, potevano dirlo prima». —



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