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Grosseto

In mostra tre tesori rimasti nascosti

Alfredo Faetti
In mostra tre tesori rimasti nascosti

Inaugurata la nuova ala del Museo archeologico di Massa Marittima: escono alla luce opere che erano chiuse nei magazzini

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Alfredo Faetti

massa marittima. Reperti antichi che rappresentano i miti, stele e piccole scimmie che segnano una tappa dell’evoluzione umana. Sono le tracce di una storia lontana oggi in bella mostra nella nuova ala del Museo archeologico intitolato a Giovannangelo Camporeale di Massa Marittima, fresco di un restyling portato avanti durante i mesi di chiusure imposte nel Paese dalla pandemia da coronavirus.

«L’impegno del Comune per il Museo archeologico non si esaurisce qui – assicura il sindaco Marcello Giuntini – Abbiamo in serbo altri importanti novità». I lavori hanno riguardato anche aspetti strutturali, come la messa a norma degli impianti di sicurezza, l’antincendio, la nuova illuminazione di sale e vetrine. Ma gli interventi più significativi per questa realtà che rappresenta parte importante dell’offerta culturale (quindi turistica) massetana hanno riguardato la riorganizzazione degli allestimenti e dei percorsi per rendere protagonisti alcuni reperti particolarmente importanti che connotano il territorio.

L’Oreopiteco del Montebamboli, l’Eracle callinico di Poggio Castiglione e la Stele antropomorfa di Vado all’Arancio: sono solo alcuni dei reperti ora ben visibili nel museo, tolti dai magazzini dove hanno aspettato fino a oggi. Sia nella sezione preistorica del primo piano che in quella dedicata agli Etruschi nel secondo piano è stata razionalizzata l’esposizione e per tutto il percorso del Museo sono stati realizzati nuovi pannelli che riprendono strategicamente la grafica dei pannelli collocati nel 2020 lungo i percorsi archeologico-naturalistici al lago dell’Accesa.

I testi in italiano e inglese sono scritti con un linguaggio semplice, pur nella correttezza scientifica, in modo tale che le informazioni siano accessibili a tutti.

«Nel primo piano dedicato agli scavi dell’Accesa – aggiunge Irene Marconi, assessora comunale alla cultura – partirà anche una seconda fase di progettazione per ospitare mostre temporanee, con l’obiettivo di riportare a Massa Marittima dei reperti degli scavi di Camporeale, mai esposti prima, e custoditi nei magazzini del museo di Firenze. Ci piacerebbe portarli a Massa con le mostre temporanee, in attesa di trovare per alcuni di essi una collocazione permanente all’interno del nostro Museo».

Ma come detto, non finisce qui. «Contiamo entro fine anno – prosegue Giuntini – di poter affidare un incarico per la progettazione dell’allestimento del terzo piano che al momento non è fruibile. La volontà dell’amministrazione comunale è quella di dedicare questi spazi alla storia medievale di Massa Marittima, con un focus sulla struttura urbanistica della città. I cantieri nel centro storico hanno fatto emergere aspetti interessanti del periodo medievale che vale la pena di valorizzare».

Restano comunque ancora dei passi da compiere, spiega il sindaco. «Ci saranno da risolvere i problemi di accessibilità al terzo piano: per questo vogliamo essere pronti con un progetto che ci consenta di partecipare ai bandi per ottenere i finanziamenti necessari ai lavori – conclude Giuntini – Il terzo piano del Palazzo del Podestà, con il suo affaccio sulla piazza e sulla bellissima cattedrale di San Cerbone, diventerebbe così l’ideale punto di partenza per la visita della Massa Marittima Medievale, un vero e proprio museo a cielo aperto». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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