«Ricordiamoci di Bergamo e che la pandemia continua»
Grosseto. Vedere la finale del campionato europeo di calcio tutti insieme è una tentazione fortissima, condividere il batticuore per la Nazionale con gli amici è irrinunciabile, ma questa non è una partita come tutte le altre. È Italia – Inghilterra ai tempi del Covid. Sarebbe bello lasciarsi alle spalle pensieri e paure, ma il coronavirus circola ancora e nemmeno la maglia azzurra deve farlo dimenticare.
È il direttore del dipartimento di Prevenzione della Asl sud est, Maurizio Spagnesi, interpellato dal Tirreno, a ricordare a tutti, tifosi e non, le regole di comportamento.
«Mi trovo a dover ripetere le stesse cose da quando è iniziata la pandemia: distanziamento, mascherina, igienizzarsi le mani e, aggiungo, fare attenzione a non scambiarsi bicchieri i bottiglie».
Il tifo per la Nazionale, dice Spagnesi, «è un momento di intensa emozione, di socializzazione, di condivisione, ma non dobbiamo dimenticare che ancora non siamo fuori dalla pandemia, per quanto ognuno di noi abbia voglia di farlo. Impossibile non ricordare quello che è accaduto a febbraio dell’anno scorso con la partita Atalanta-Valencia, dove si è infettato uno spettatore su cinque. Una bomba per il contagio, che ha sconvolto la zona di Bergamo e sappiamo bene come è andata in seguito. In questi giorni, è successa la stessa cosa con un gruppo di 4.500 tifosi di ritorno in Finlandia da San Pietroburgo dove si era giocata una partita degli Europei. Le autorità sanitarie finlandesi parlano di 481 positivi al Covid tra i tifosi e di 165 casi secondari. Tanto più che si tratterebbe della variante Delta, più contagiosa tra quelle che sono state individuate».
Quindi attenzione a non abbracciarsi alla prima rete, di gioia o di delusione e speriamo sia per la prima. Vietato bere dallo stesso bicchiere o peggio ancora attaccarsi alla stessa bottiglia.
Attenzione a non stare ammassati pronti al salto di giubilo mentre il tridente di Mancini galoppa verso la porta avversaria.
«A conferma dei rischi, nei giorni scorsi, una circolare del ministero della Salute ha fatto il punto sui contagi da variante Delta in Europa e in Italia», spiega Spagnesi. «Senza essere allarmisti, non c’è da stare tranquilli. Spagna, Paesi Bassi e Finlandia sono le zone più colpite, con una maggiore diffusione del virus tra i giovani, e si prevede che entro la fine di agosto, il 90 per cento delle nuove infezioni da Covid in Europa sarà da variante Delta. In Italia è stata individuata in 16 regioni con percentuali in aumento, sicuramente per il fatto che le misure di controllo si sono allentate e ci si sposta di più. La campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto coperture sufficienti in tutte le fasce di età e la diffusione della variante Delta rischia di avere un impatto rilevante nel nostro Paese». —
Lina Senserini
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