Al liceo musicale soglia limite di 27 iscritti Così il diritto allo studio è solo demagogia
Firenze non concede la creazione di due classi prime e alcuni alunni restano esclusi: i genitori scrivono al Tirreno
LA LETTERA
Crescono le iscrizioni al liceo musicale del polo Bianciardi: 34 tredicenni si sono fatti avanti per frequentare, da settembre, la classe prima. Tutti hanno superato la prova di idoneità prevista. Si sarebbero potute creare così due classi prime da 17 allievi: questa era l’intenzione della dirigente scolastica Daniela Giovannini. Ma l’Ufficio scolastico regionale non ha dato nulla osta: il liceo musicale potrà avere una sola classe prima da 27 allievi. In sette dovranno andare altrove. Ieri Il Tirreno ha ospitato l’intervento della preside e del corpo insegnanti che sono molto rammaricati. Oggi sono i genitori a intervenire: di seguito, la loro lettera.
Siamo i genitori degli studenti della prossima classe prima del liceo musicale di Grosseto. Siamo stati convocati dalla dirigenza del Polo Bianciardi per comunicazioni urgenti. La dirigente scolastica, con grandissimo imbarazzo, ci ha detto che alcuni dei nostri ragazzi, che avevano scelto il liceo musicale – e che avevano superato l’esame di idoneità – non potranno iscriversi alla scuola perché, nonostante l’elevato numero di iscrizioni, l’Ufficio scolastico regionale ha autorizzato la creazione di una sola classe prima che potrà ospitare un massimo di 27 studenti, per cui gli altri saranno costretti a iscriversi da un’altra parte.
Siamo rimasti sbalorditi.
La dirigente ci ha voluto vedere perché riteneva necessario raccontarci per filo e per segno come sono andate le cose.
Ci ha parlato di circolari, leggi e norme che avrebbero permesso di formare due classi prime, che però non sono state concesse. La dirigente ha detto di aver contattato chi di dovere per avere spiegazioni e di non aver ricevuto risposte esaurienti e, soprattutto, di non aver mai ricevuto una risposta scritta alle sue domande. Hanno smosso anche le istituzioni, ma ancora senza risultati.
Insomma, la dirigente ci ha spiegato che, da parte della scuola, è stato fatto il possibile, ma che invece da parte della Regione Toscana è chiaro che non c’è stata la volontà di agire in modo diverso.
Come genitori vogliamo esprimere tutta la nostra delusione. I nostri figli hanno scelto il liceo musicale perché amano la musica e vogliono studiare uno strumento. Il liceo musicale ha dato in questi dieci anni di attività la possibilità ai ragazzi che lo hanno frequentato di fare lezione di strumento gratuitamente invece di dover andare a lezione privata pagando. Per alcune famiglie non c’è differenza, ma per altre famiglie, meno avvantaggiate dal punto di vista economico, il liceo ha dato voce a talenti che altrimenti sarebbero rimasti muti. Si chiama “diritto allo studio” ed è un principio della nostra Costituzione.
Come cittadini, ci sentiamo molto delusi e anche presi in giro. Ci dicono continuamente che, data l’emergenza sanitaria da coronavirus, le “classi pollaio” non dovranno più esistere, poi però, alla resa dei conti, assegnano alle scuole classi numerosissime (ci ha detto la dirigente che anche al tecnico della grafica faranno due sole prime classi, di 28 studenti) che sono inevitabilmente un veicolo di contagi di ogni genere.
Capite bene che per le famiglie degli esclusi è stato un brutto colpo, non è bello per un genitore dover dire al proprio figlio – a luglio – che deve cambiare scuola, qualcuno ha già ordinato i libri di testo, qualcuno ha già comprato gli strumenti musicali. Ma la cosa che più ci ferisce non è l’aspetto economico, ma la delusione dei nostri figli che si vedono privati del diritto a studiare ciò per cui sono più portati: nel nostro caso, la musica.
Si sente continuamente parlare dei giovani, che sono il nostro futuro, che rappresentano il vero tesoro della nostra Nazione, sui quali dobbiamo investire risorse. Ecco, queste sono le risorse che la Regione Toscana, tramite l’Ufficio scolastico di sua competenza, ha investito.
Noi genitori scriviamo questa lettera e dichiariamo che siamo intenzionati a proseguire la nostra battaglia: fino al ministero, se sarà necessario. —
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