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«In tv sembrava molto alta, regalò sorrisi a noi bambini»
Lo spot per il wwf sulla spiaggia di alberese
GROSSETO. Una giornata indimenticabile che ancora a distanza di mezzo secolo fa emozionare quei bambini, diventati nel frattempo nonni e genitori.
Erano i primi anni Settanta quando il Wwf, organizzazione allora ancora giovane (era nata in Svizzera nel 1961, dal 1966 anche in Italia) scelse Raffaella Carrà come testimonial di eccezione di una sua campagna. Nella realizzazione dello spot pubblicitario furono coinvolti decine di bambini di tutte le età di Alberese perché la location scelta era proprio la bellissima spiaggia di Collelungo a Marina di Alberese. Nadia Perino, alberesana doc e oggi pensionata dopo le battaglie sindacali per la Mabro, è una di quei bambini che ebbero la fortuna di passare una giornata con la Carrà.
«Ricordo bene che la scuola chiuse per un giorno per permetterci di partecipare alle riprese – dice Perino – Quando incontrai per la prima volta Raffaella mi colpì perché era piccolina invece in tv a “Canzonissima” sembrava più alta. Ma ciò che mi è rimasto impresso è la sua estrema disponibilità nei confronti di tutti noi bambini: le persone dello staff tendevano a proteggerla invece lei si concedeva e non si risparmiava». Le foto di quella campagna sono entrate negli annali della storia del Wwf tanto da essere inserite in una pubblicazione fatta in occasione dei 50 anni della nascita dell’organizzazione. Lì la foto viene datata al 1976 e legata alla campagna “Salvati dall’Arca” ma Nadia Perino è sicura. «Io avevo 12 anni – dice – quindi sicuramente quella giornata risale al 1972».
Datazione a parte, resta il valore di quell’incontro nella memoria di una piccola comunità e in quella personale. «Eravamo tutti figli di operai – dice Nadia – Un evento del genere era qualcosa di eccezionale. Ci regalarono la maglietta col panda usata per le foto e molti di noi non se la volevano più togliere. Ci dettero anche un sacco di gadget e il cestino per il pic nic, altra cosa a cui non eravamo abituati». Le foto sono state pubblicate nel 2013 dalla pagina Facebook Alberese Info Web Page a cura di Aldo Maiorano e Gabriele Simeoni e ricondivise lunedì non appena si è diffusa la notizia della scomparsa della grande Raffa nazionale. Quella giornata per l’allora giovanissima Nadia non ha fatto che rafforzare la stima e l’amore per un’artista che ha accompagnato la sua vita. «Ho tutti i suoi dischi – dice Nadia – da quando li ascoltavo su un mangianastri arancione. La mia preferita è “Ma che musica maestro” ma difficile fare una classifica: lei aveva un talento unico».
E c’è un’altra foto che lega la cantante e soubrette alla Maremma, sempre riconducibile agli anni Settanta e che riemerge dall’album dei ricordi nei giorni del lutto per la morte dell’artista. Siamo alla discoteca La Vela di Punta Ala: qui la Carrà è alle prese con uno scatenato can-can. Si riconosce dietro di lei il ballerino e coreografo Enzo Paolo Turchi che ha a lungo collaborato con la Carrà. Il loro Tuca tuca a Canzonissima 1971 fece scalpore ed è entrato negli annali della storia della tv italiana. —
Sara Landi
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