Perugini e il suo Polo civico «Noi siamo un’altra storia»
Il candidato a sindaco annuncia la presenza di tre liste di appoggio «Grillo-Conte? Credevo che nel Movimento non ci fossero dinamiche di potere»
Alfredo Faetti
grosseto. Prosecco, soda, frutto della passione e una fetta di limone fresca. Questa la ricetta del “cocktail del candidato”, l’aperitivo servito all’Hottimo, il locale vicino al Cinghialino sulle Mura, dopo la presentazione di Emanuele Perugini e del simbolo della sua lista “Polo civico per Grosseto”.
E forse la seconda fare più notizia: Perugini ha lanciato la sua candidatura già a marzo, indicandosi come espressione del Movimento 5 Stelle di marca Giuseppe Conte. Solo che i vertici nazionali pentastellati non hanno mai dato l’appoggio al suo nome così, «per problemi tecnici ho fatto un passo indietro – dice Perugini – Grosseto non può aspettare i tempi lunghi della politica nazionale».
Con lui i candidati a sindaco in vista delle prossime amministrative salgono a cinque. Vigile del fuoco, 45 anni, già consigliere comunale per i 5 Stelle per poi dimettersi, Perugini parla di una «necessità» per la città «ancora non risolta da quella politica che stiamo subendo». Non si schiera né a destra né a sinistra, neppure in vista di un ipotetico ballottaggio, ma annuncia tre liste che andranno a confluire sotto il cappello del suo Polo civico.
«Ci rivolgiamo a tutti quei cittadini stanchi e delusi dalla solita politica, dal bipartisan che ormai si è radicato anche a Grosseto», dice Perugini, parlando di segnali chiari dalla società civile. Fa un esempio: «nelle ultime settimane sono dovuto intervenire per tre tentativi di suicidio – racconta – Erano persone sole, che potevano essere tranquillamente il nostro vicino di casa, il cui disagio è sempre rimasto inascoltato».
C’è già una bozza del programma che non verrà mai chiuso, come sottolinea Perugini. Anzi, lo definisce «un programma liquido», riprendendo la terminologia dei 5 Stelle. Il suo infatti non è un addio. «Il Movimento 5 Stelle farà sempre parte di me – spiega il candidato – Ma oggi il Movimento non esiste più, è solo nei cuori di chi lo ha portato avanti». Il riferimento è alla diatriba furibonda a livello nazionale tra il fondatore Beppe Grillo e l’ex premier Giuseppe Conte: «Credevo che il Movimento non ci fossero dinamiche di potere come negli altri partiti – commenta Perugini – Oggi invece non è possibile capire che strada si intende prendere. Non c’è neanche lo statuto, come possiamo capire. Per quello che mi riguarda un dialogo con i 5 Stelle ci sarà sempre, ma questo riguarda domani, quando sarà chiara la definizione del Movimento. Oggi invece occorre pensare a Grosseto».
È stato il tempo, a detta di Perugini, a giocare contro una sua candidatura con tanto di investitura pentastellata. Tempo che hanno (e stanno) impiegando i vertici nazionali per decidere sul capoluogo maremmano. «Doveva esserci una decina di giorni fa un incontro tra me, i consiglieri comunali e il capo politico Vito Crimi, ma non si è mai tenuto e le amministrative necessitano di iniziative concrete», continua il candidato del Polo civico, sempre più convinto della strada intrapresa.
A esplicita domanda se resterà dov’è anche di fronte a una scissione del Movimento tra quello di Grillo e Conte, Perugini risponde: «Certo, la ricetta giusta per Grosseto è il Polo civico: per il bene della città bisogna collaborare tutti insieme verso un progetto che porti a rendere la città un gioiello della Maremma ed il “Polo civico per Grosseto” vuole riuscirci, perché noi siamo un’altra storia». —
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