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I carabinieri scoprono due ordigni in fondo al mare

I carabinieri scoprono due ordigni in fondo al mare

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follonica. Dal 22 al 25 giugno i palombari del Gruppo operativo subacquei del Comando subacquei e incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati nel Nucleo Sdai (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) di La Spezia, hanno condotto, nel puntuale rispetto delle norma anti-Covid, delicate operazioni subacquee nelle acque della riserva naturale dell’isola di Montecristo neutralizzando due ordigni esplosivi potenzialmente molto pericolosi.

L’intervento d’urgenza, disposto dalla Prefettura di Livorno a seguito della segnalazione al Reparto carabinieri biodiversità di Follonica, che gestisce la riserva naturale, da parte di biologi subacquei impegnati in operazioni di campionamento delle acque per analisi sulle microplastiche presenti, ha permesso di neutralizzare una mina navale di tipo ormeggiato “a contatto”, risalente al secondo conflitto mondiale.

La segnalazione che riguardava una semisfera quasi totalmente insabbiata, adagiata su un fondale di sette metri a poca distanza dalla costa dell’isola, ha subito messo in allarme i militari che hanno subito riconosciuto l’ordigno navale e avviando le procedure del caso.

Durante le operazioni di bonifica del primo ordigno, i palombari della Marina Militare hanno localizzato una seconda mina navale a poca distanza dalla prima.

Hanno quindi proceduto, con il supporto logistico di mezzi navali dell’Arma e il concorso per le specifiche competenze nel settore della tutela ambientale del Reparto Carabinieri biodiversità di Follonica, alla rimozione degli ordigni dal fondo e poi li hanno trasportati nella zona di sicurezza, individuata dall’autorità marittima, dove, secondo le consolidate procedure in uso al Gruppo operativo subacquei mirate a preservare l’ecosistema marino, si è proceduto alle azioni di disinnesco e neutralizzazione.

È bene ricordare a chiunque dovesse trovare oggetti che per forme e dimensioni possano richiamare un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, denunciando immediatamente il ritrovamento alla capitaneria o alla più vicina stazione dei carabinieri. —



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