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Emergenza casa «Servono nuovi alloggi e un fondo pro locatori»
grosseto. I sindacati degli inquilini Sicet Cisl, Sunia e Uniat Uil hanno incontrato i rappresentanti del comune di Grosseto e del Coeso Società della Salute, per parlare della fine del blocco sfratti, che terminerà il 30 giugno, e del problema degli alloggi di edilizia popolare in provincia di Grosseto (leggi servizio sopra). L’incontro è servito a fare il punto della situazione e rappresentare agli enti coinvolti le richieste dei sindacati.
«La situazione degli alloggi di edilizia popolare in provincia di Grosseto è preoccupante e ringraziamo gli enti che hanno ascoltato le nostre richieste – dichiarano Giancarlo Di Gioia (Sicet Cisl), Antonio Terribile (Sunia) e Stefano Cherubini (Uniat Uil) – Le questioni da affrontare sono molte, a partire dalla fine del blocco sfratti del 1 luglio: dopo quella data, infatti, saranno molte le famiglie in difficoltà e si tratta di una questione sociale che riguarda tutti e di cui tutti dobbiamo farci carico».
Tra Grosseto e Follonica sono 250 gli alloggi di edilizia popolare che servono e, negli ultimi quattro anni, le richieste per i comuni di Grosseto, Follonica e Gavorrano sono aumentate del 30 per cento. Si tratta di «Dati che rappresentano solo la punta di un iceberg e che, con l’emergenza economica che stiamo vivendo – sottolineano i sindacati – sono destinati a crescere».
Sono quattro i temi che Sicet Cisl, Sunia e Uniat Uil pongono all’attenzione: «È necessario quanto prima dare seguito a quanto stabilito durante la riunione in Prefettura di qualche settimana fa, ovvero la costituzione della commissione territoriale, composta dai rappresentanti degli inquilini, dall’Epg e dai Comuni del Lode per coordinare le esecuzioni di sfratto, favorendo il passaggio da casa a casa, evitando così che le famiglie in difficoltà rischino di essere lasciate per strada; occorre poi dare il via a una mappatura del patrimonio edilizio inutilizzato esistente per capire se può essere riconvertito e destinato al patrimonio dell’edilizia pubblica; allo stesso tempo è necessario individuare dei fondi per poter acquistare nuove abitazioni da mettere a disposizione della comunità e costituire un fondo di sostegno per i locatori cosicché, se i loro inquilini si trovano impossibilitati per un periodo a sostenere l’affitto, possano essere usate le risorse di questo fondo».
Inoltre, sottolineano i sindacati, «È fondamentale coordinare le azioni realizzate sul territorio con quanto emerge dal Tavolo permanente regionale per l’emergenza abitativa che si è costituito a Firenze e ha il duplice obiettivo di prevenire e affrontare le situazioni di criticità abitativa, e una ricognizione del patrimonio immobiliare inutilizzato e che possa essere destinato all’emergenza abitativa e sociale. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza – sottolineano – mette a disposizione importanti fondi per la coesione sociale: è un’occasione per finanziare progetti di questo tipo, che non possiamo assolutamente perdere».
È il momento, dunque, di tirare le fila, alla luce anche dell’imminente scadenza. «Gli incontri fatti finora con le istituzioni sono un passo avanti – concludono i sindacati – ma adesso dobbiamo mettere in pratica quanto proposto per evitare che il problema della casa mini la coesione sociale». –
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