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Tratti di arenile ricoperti di alghe Disagi sulla costa verso Piombino
I pochi accumuli a Follonica sono a nord del fosso Cervia Va peggio nella zona di Perelli dov’è impossibile sdraiarsi
FOLLONICA. Alghe e turisti, una convivenza spesso difficile soprattutto nell’alta stagione quando la spiaggia vede aumentare a dismisura i frequentatori e il mare spesso restituisce residui che dal largo si posano sulla battigia.
Il problema è parecchio evidente nella parte piombinese del golfo di Follonica dove i sedimenti stanno rischiando di rovinare l’estate 2021, diversa invece la situazione nel comune follonichese dove invece l’allarme alghe praticamente non c’è e le condizioni di parziale disagio sono ristrette a una piccola porzione della spiaggia.
Attualmente infatti l’unica zona nella quale è evidente un accumulo di materiale è quella a nord della foce del fosso Cervia: in quella fascia costiera, dove fra l’altro non ci sono le barriere soffolte a protezione del litorale, i bagnanti devono convivere per una cinquantina di metri con i residui ormai secchi trasportati dalle maree e dalle correnti anche se il disagio sembra tutto sommato abbastanza ridotto visto che il materiale non emana cattivi odori ed è facilmente spostabile; così infatti hanno risolto alcuni turisti che si sono comunque ritagliati il loro spazio in riva al mare mentre nella parte più interna la spiaggia è pulita e senza alcun residuo.
Andando verso nord il fenomeno diminuisce fino a scomparire del tutto in corrispondenza con alcuni tratti in concessione per poi riprendere in maniera più evidente nella zona di Piombino, probabilmente per il lavoro delle correnti notturne e per lo scirocco che proprio per la sua direzione è naturalmente portato a spostare i residui nella zona di spiaggia del comune siderurgico. A sud del fosso Cervia invece, sempre nel comune di Follonica, il materiale riportato dalle maree è pressoché inesistente, interessata dal fenomeno per il momento è solo una piccola fascia di una ventina di metri di estensione, considerata quasi fisiologica per le condizioni del litorale del golfo. Proseguendo verso la città il fenomeno diminuisce ulteriormente, permettendo quindi una tranquilla e confortevole fruizione della spiaggia sia nei tratti liberi che in quelli in concessione.
I banchi di posidonia oceanica rappresentano una difesa naturale contro l’erosione. Una barriera contro l’azione progressiva del mare. Ma in alcuni tratti della Costa Est, in particolare nella zona di Perelli 3, la natura quest’anno si è fatta prendere un po’la mano. E le banquette di posidonia spiaggiata hanno coperto quasi integralmente la superficie della spiaggia, per almeno 500-600 metri.
Un fenomeno naturale dovuto alle correnti marine che non piace ai bagnanti, tant’è che ormai da giorni tanti frequentatori della Costa Est hanno fatto notare il proprio disappunto su social. Come detto, è in particolare il tratto di spiaggia libera di Perelli 3 ad essere interessato dal fenomeno. Basta parcheggiare l’auto in fondo al parcheggio della Parchi, imboccare il sentiero e arrivare in spiaggia dal primo ingresso utile per essere in mezzo al grande banco di posidonia.
Martedì, primo pomeriggio. Non ci sono bagnanti nelle centinaia di metri di arenile completamente ricoperto di posidonia. I primi ombrelloni si vedono appena fuori dal tratto interessato dall’accumulo che, pure essendo presente in altri tratti della Costa Est, si assottiglia. E chi passeggia, anziché camminare sulla battigia, passa nella parte a monte della spiaggia. Sono tre i modi previsti dalla circolare del ministero dell’Ambiente per gestire i banchi di posidonia spiaggiata: quello meno indicato è il conferimento in discarica, l’altro è spostare il materiale in altri tratti di spiaggia. Il terzo, forse quello meno apprezzato dai bagnanti, è lasciare la posidonia dov’è, affidandosi alle correnti. –
Luca Centini
Michele Nannini
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