Il Tirreno

Grosseto

la protesta 

Ospedale S.Andrea Sit in in Regione per preservare il presidio attivo

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massa marittima. Ancora una volta incatenati davanti alla Regione in via Cavour ma il gruppo si allarga anche ai rappresentanti di altri territori.

Insieme a quelli di Volterra e Massa Marittima ci saranno anche i rappresentatnti del Casentino e quelli di Siena che mercoledì si fermeranno davanti al Palazzo del Consiglio regionale per proseguire nella protesta per il processo di smantellamento che da tempo si consuma nei territori delle tre province della sanità pubblica attraverso la soppressione di servizi essenziali, reparti ospedalieri nonché tagli agli organici, spesso a vantaggio del privato, anche quando questo è privo di quella funzione sociale dettata dalla Costituzione italiana e si riduce ad una mera opportunità aperta ai soli cittadini che hanno possibilità.

«Le associazioni organizzatrici denunceranno le conseguenze concrete di questa deriva politica – dicono gli organizzatori del sit-in – tra le quali menzioniamo l’ospedale di Volterra che ha visto la soppressione della sub intensiva cardiologica, la mancata creazione di un reparto di terapia intensiva e di posti letto di osservazione pediatrica, oltre all’assenza di una reperibilità notturna e in parte dei festivi di una guardia pediatrica».

Anche il Sant’Andrea è tra i presidi da tutelare. «Per il territorio di Massa Marittima l’ospedale ha una delle maggiori criticità nella chirurgia, le cui attività sono state ridotte con l’eliminazione degli interventi di urgenza e la carenza cronica di radiologi e anestesisti che rischia di compromettere tutte le altre attività oltre che ai problemi di personale medico e infermieristico – spiegano dal Tavolo della salute – Stessa cosa dicasi per il territorio dove le Case della salute continuano a mancare così come è cronica la carenza di pediatri e medici di base ed altri servizi».

Il presidio del Casentino soffre della carenza di personale medico all’interno di ogni reparto rimasto aperto, mentre per per l’ospedale San Donato di Arezzo, la trasformazione in ospedale misto-Covid, con riduzione drastica dei posti letto da circa 500 a poco più di 100 ha creato problemi all’intera rete dei servizi dell’aretino.

«La presenza di rappresentanti del territorio di Siena mette in luce la carenza di servizi sanitario e prestazioni per la disabilità con un particolare riferimento alle situazioni collegate persone autistiche – aggiungono – Proporremo anche di interagire in modo diretto con la competente commissione della sanità regionale senza passare attraverso quei percorsi che sono soltanto teorici». –

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