Il Tirreno

Grosseto

paura in via deI barberi 

Dopo il crollo del tetto al centro anziani scatta la solidarietà: via alle donazioni

Alfredo Faetti
Dopo il crollo del tetto al centro anziani scatta la solidarietà: via alle donazioni

A lanciare l’appello è il coordinatore e i volontari dell’Auser: danni ingenti alla struttura, l’ingresso è ancora chiuso

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Alfredo Faetti

grosseto. La porta d’ingresso è chiusa con il nastro bianco e rosso, mentre sul tetto gli operai del Comune fanno cadere i calcinacci ancora appesi. Colpiscono con la mazza i contorni della fetta interessata dal cedimento e fanno precipitare a terra i calcinacci, facendo un grande baccano. Il frastuono che riempie l’aria contrasta con le espressioni dei volontari dell’Auser seduti fuori dalla cucina, abbattuti e perplessi. «Questa cosa ci ha rovinato», dice uno di loro. «Abbiamo bisogno di una mano – spiega il coordinatore dell’associazione Franco Miglianti – per questo lanciamo una petizione, rivolta a chiunque voglia darci una mano con una donazione».

È arrivato il momento della conta dei danni in via de Barberi, dove nella notte tra lunedì e mercoledì hanno ceduto alcuni travetti della copertura nella parte più vecchia dello stabile, facendo crollare il tetto. «Meno male non c’era nessuno all’interno», ripetono ad ogni occasione i volontari presenti il giorno dopo. Il centro sociale intitolato a Roberto Ciabatti conta 400 iscritti e sono molte le persone che andavano lì a passare le giornate, soprattutto dopo le chiusure dettate dal Covid. Ora invece il centro resterà chiuso e chissà per quanto tempo. «Ce lo dirà il Comune quando potremo riprendere le attività, speriamo in autunno», prosegue Miglianti. L’amministrazione, che si fa carico delle spese sulla struttura in quanto proprietaria, provvederà ora a un crollo controllato nella parte interessata dal cedimento, poi farà redigere un progetto di ripristino, lo approverà e darà il via ai lavori. Questo non è un iter che si sbriga in poco tempo, ma l’Auser suo malgrado non ha fretta di riaprire. Prima c’è da rimettere in sesto tutte le realtà che avevano trovato spazio in quelle stanze: il bar, gli uffici, la sala dove giocare a carte o pranzare. Tutto andato distrutto sotto il peso delle macerie, che hanno schiacciato tavoli, sedie, il bancone del bar, la macchina del caffè, la vetrina, parte degli uffici, computer compresi. «È tutto da buttare via», dice Michele Simione, uno dei volontari del centro Ciabatti. E se i muri sono a carico del Comune, tutto il materiale distrutto è di proprietà dell’Auser e toccherà all’associazione riacquistare tutto per poi poter riprendere le attività. «Avevamo appena ripreso dopo il Covid – prosegue Simione – Speriamo adesso di trovare molta gente disposta a darci una mano». Non è ancora possibile per l’associazione stimare con precisione i danni: l’ingresso all’interno dei locali è chiuso e solo alla fine dell’intervento sarà possibile capire se c’è qualcosa da poter recuperare. Ma non occorre un perito per capire che il danno è ingente e fatti due conti l’associazione ha deciso di chiedere aiuto alla città. «Lanciamo un appello per rimettere in piedi il Ciabatti, da sempre un punto di riferimento per i nostri anziani, ma da soli non ne abbiamo le forze», continua Miglianti, dando poi l’Iban a cui poter effettuare la donazione: il codice è IT 14E 0100514300000000002709.

Ma intanto lo spirito dei volontari non si ferma e va avanti per quel che è possibile. La cucina, ad esempio, è sistemata in una struttura separata rispetto al centro ed è quindi rimasta integra: il progetto «Non più soli», rivolto agli anziani che non hanno nessuno. Queste persone vengono prese a casa dai volontari, accompagnate nello spazio aperto del centro dove poter mangiare insieme. Infatti, mentre parliamo con i volontari, ci sono due donne ai fornelli che preparano vassoi di patate al forno e dolci al pandispagna. «Certo, dove possiamo non ci fermiamo», dice Miglianti. —

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