Italia
Niccioleta ricorda i minatori vittime del nazifascismo
massa Marittima. Era l’alba del 13 giugno 1944 quando i soldati nazifascisti entrarono nel villaggio minerario di Niccioleta rastrellando 160 uomini, quasi tutti minatori. I sei ritenuti più vicini ai partigiani furono fucilati subito, mentre gli altri seguirono lo stesso destino dopo il trasferimento a Castelnuovo Val di Cecina. Le vittime furono 83. Fu l’eccidio di Niccioleta di cui ieri è stato celebrato il 77° anniversario.
«Mantenere vivo il ricordo di questa tragedia – ha detto il sindaco Marcello Giuntini – è un compito che le istituzioni devono portare avanti con determinazione, soprattutto di fronte ai tentativi revisionisti». «Quella di Niccioleta – fa eco il sindaco di Monterotondo Marittimo Giacomo Termine – fu una delle più feroci stragi di civili compiute dai nazifascisti lungo la linea della ritirata dell’esercito tedesco». Presenti gli altri sindaci del comprensorio, Filippo Focardi, docente di storia contemporanea dell’università di Padova e direttore scientifico del progetto “Le vittime italiane del nazionalsocialismo”. E i ragazzi della comunità educativa Don Luigi Rossi, che hanno avuto modo di confrontarsi con i testimoni della Resistenza: Siliano Sozzi e Mario Fatarella, Massimo Sozzi, figlio di Siliano e Nadia Pagni, presidente della sezione Anpi di Massa Marittima. –
Alfredo Faetti
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