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Muore gatta della colonia felina assalita e straziata da un cane
Era accudita nella zona Petraia, all’episodio hanno assistito i clienti di un ristorante Un uomo ha provato invano ad aprire le fauci del pitbull al guinzaglio della padrona
Michele Nannini
FOLLONICA. Il tempo di mettere il nasino in strada e per Nerina il destino era segnato, incapace di difendersi dall’assalto del grosso cane che rientrava dalla passeggiata notturna al guinzaglio della padrona. Per la piccola gattina della colonia felina vicino al Petraia, ma in pratica adottata da una famiglia del condominio in via Massetana sopra il ristorante da Gastone, non c’è stato scampo e nonostante il pronto intervento del signore che con la moglie da qualche tempo se ne prendeva cura non è rimasto che constatarne la morte avvenuta in pratica pochi secondi dopo l’assalto.
«È successo tutto verso le 22 – racconta Teresa Maccianti del ristorante da Gastone, una delle persone che si prende cura della vicina colonia – Nerina come altri gatti veniva spesso nel giardino vicino al ristorante ed era diventata ormai praticamente di casa tanto che una coppa di signori che abitano qua sopra l’aveva quasi adottata e spesso dormiva nel loro garage. Una ragazza stava rientrando a casa con il cane al guinzaglio, un grosso esemplare probabilmente di pitbull, io ero dentro al locale e ho sentito gridare. Il tempo di uscire e ho visto una scena raccapricciante: il cane era in terra con la gatta tra le fauci mentre il signore che si prendeva cura del felino cercava di aprire la bocca del pitbull. In pratica la gatta è uscita dal giardino verso la strada proprio mentre stava passando la ragazza che non è riuscita a trattenere il cane, sprovvisto fra l’altro di museruola. Dopo qualche momento l’uomo è riuscito a tirare su il cane e ad aprirgli la bocca per riprendere Nerina, fra l’altro rischiando anche lui di essere ferito, la micia però era tutta insanguinata e non dava segni di vita, in pratica gli è morta in braccio».
Alla scena hanno assistito i clienti del ristorante nonché altri passanti che si trovavano in via Massetana nel momento dell’aggressione. «Subito dopo l’accaduto ho detto alla ragazza che cani come il suo devono essere muniti di museruola se non si è in grado di controllarli – continua Teresa – e come risposta mi ha urlato che la museruola la devo portare io. E se invece di un gatto fosse uscito per strada in quel momento un bimbo dal ristorante cosa sarebbe potuto succedere? Ma poi la ragazza non ha nemmeno chiesto scusa o si è preoccupata di come potesse stare la gatta, questo mi fa ancora più male; sono animali, ci può stare un comportamento del genere che fa parte dell’istinto, ma chi ne è proprietario deve essere in grado di evitare che capitino situazioni simili. Non era nemmeno dispiaciuta di quanto successo, bastava anche che fosse tornata il giorno dopo a scusarsi, invece non si è più vista. Ripeto, sono cose che possono succedere, ma non si può dire che “tanto era solo un gatto, che vuoi che sia” perché sono esseri viventi ai quali ci si affeziona e che meritano rispetto». —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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