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Grosseto

Addio a Nando Ventura, neghellese doc e autista degli studenti

Ivana Agostini
Addio a Nando Ventura, neghellese doc e autista degli studenti

Aveva 75 anni, è morto per le complicazioni del Covid. Le due comunità di Orbetello e Porto Ercole si stringono alla famiglia  

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Si è spento, a causa delle complicazioni dovute al Covid, Fernando Ventura, orbetellano doc . “Nando” come lo chiamavano tutti, aveva 75 anni, molti passati al volante dei bus Rama con i quali ha portato generazioni di ragazzi a scuola. Si era ammalato di Covid a febbraio. Pochi giorni dopo la sua positività, nonostante non avesse gravi sintomi, è stato ricoverato al Misericordia di Grosseto dopo che gli erano stati riscontrati valori bassi con il saturimetro. Da quel momento è iniziato un calvario che non ha avuto fine nemmeno quando è tornato negativo. I danni ai polmoni causati dal Covid erano troppo gravi per permettere una ripresa. È morto ieri mattina alle 4.

La morte di Ventura ha gettato nello sconforto due comunità, quella di Porto Ercole e quella di Orbetello. In entrambe era molto conosciuto. Romano Germani ha conosciuto Nando quando era ancora un ragazzino. «Nando è arrivato a Neghelli da ragazzo, aveva 13 anni – ricorda – Abitava ai “capannoni”. La sua gioventù, come tutti noi, l’ha trascorsa alla Spiaggetta. Poi da grande, per amore, si è trasferito a Porto Ercole. Neghelli però gli è rimasto nel cuore. Si sentiva neghellese al 100 per cento. Ricordo quando ventenne, col suo apetto celeste, vendeva il pesce dentro Neghelli. È stato un grande amico».

Per circa 30 anni è stato autista della Rama. «Tutti gli studenti lo conoscevano – ricorda il genero Ivan Poccia – e tutti gli volevano bene». Fra le sue passioni c’erano la natura e le camminate. «Si faceva dieci chilometri di camminata in Feniglia», dice Poccia.

Era un uomo di compagnia. Amava tantissimo viaggiare e si era comprato un camper con il quale stava fuori anche mesi. Meta preferita, per anni, è stato il Marocco. Poi aveva optato con la moglie per la Sicilia. Anche quest’anno a febbraio, se non fosse stato per le restrizioni dovute alla pandemia, sarebbe dovuto partire. «Se così fosse stato forse – aggiunge il genero – non avrebbe preso il Covid e ora sarebbe ancora con noi».

Ventura era un uomo che sapeva lasciare il segno ovunque andasse: a Porto Ercole dai pescatori o a Orbetello. Nel forno della figlia Daniela, Nando era colui che la notte vendeva i cornetti ai ragazzi che uscivano dalla discoteca. Commosso anche il ricordo di Orietta Modestini Baldi, presidente del Gao Brinella. «È stato uno dei nostri più grandi sostenitori – dice – Le sue figlie, Monica e Daniela, sono state fra le prime a nuotare con Gao. Lui aiutava con i pulmini, portava i ragazzi in trasferta, si è sempre dato molto da fare. Siamo vicini alla sua famiglia in questo momento di dolore». Il rammarico per la sua morte è davvero immenso. «È sempre stato un uomo forte – continua Poccia – e a parte i giorni in cui è stato sedato è sempre stato consapevole di quello che gli stava accadendo. Dobbiamo ringraziare i medici del reparto Covid di Grosseto che ci sono stati vicini. Sono stati meravigliosi, ci tenevano costantemente aggiornati sulla sua salute».

I funerali saranno celebrati oggi alle 16 in Duomo. La salma è da ieri all’obitorio dell’ospedale di Orbetello. —

Ivana Agostini

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