Il presidio
L’app fa le bizze: richiami non sempre visibili
Per dimostrare l’avvenuta immunizzazione non sempre si può contare su SmartSST: il libretto può non essere aggiornato
Francesca Ferri
GROSSETO. Ormai è diventato il nuovo oggetto del desiderio, il passpartout per la libertà. La certificazione di avvenuta vaccinazione contro il Covid-19 è la chiave che riapre le porte alle normali attività quotidiane. Devi prendere un aereo? Partecipare a una festa di matrimonio? Ti serve dimostrare _ se l’hai fatto _ che sei stato vaccinato o vaccinata ed evitare così quarantena, autoisolamento o tampone.
In attesa che il 1° luglio entri in vigore il green pass europeo, per dimostrare la vaccinazione si può esibire il libretto vaccinale dell’Asl che contiene un codice QR. Ma dove lo si trova?
Non sempre, ahinoi, si può contare sul metodo più semplice e più tecnologico, ovvero la app SmartSST, del servizio sanitario regionale toscano, uno sportello per accedere ai servizi sanitari, dalla consultazione dei risultati delle analisi del sangue al cambio del medico, aperto 24 ore su 24 nel palmo della mano. Attraverso l’app si può consultare e scaricare in formato pdf il libretto delle vaccinazioni, non solo contro il Covid, ma tutte quelle effettuate nel corso della vita.
Per il Covid, però, non sempre è il libretto è aggiornato. In alcuni casi, l’app non riporta le somministrazioni. Capita, insomma, di vedere segnata la prima dose, ma non la seconda. Oppure nessuna delle due.
E così, alla faccia della tecnologia, tocca tornare al foglio di carta da portarsi dietro. Foglio che va comunque rimediato da qualche parte, visualizzato, stampato. Ma dove?
Il caso di Castiglione della Pescaia, dove uno degli studi medici del paese si è dovuto, suo malgrado, trasformare in “copisteria” per stampare i certificati (vedi articolo sotto), è la dimostrazione che avere il libretto in formato digitale risolverebbe parecchi problemi. In alternativa si può accedere alla propria area riservata sul portale sanitario regionale http://fascicolosanitario.regione.toscana.it/. Ma servono lo Spid, o la carta d’identità elettronica o la carta sanitaria elettronica.
Altrimenti non resta che fare alla vecchia maniera: gambe in spalla, andare di persona nel presidio Asl di riferimento e farsi rilasciare il certificato. O provare a stamparlo in un Totem PuntoSì, sempre che se ne trovi uno funzionante. A Follonica, ad esempio, è fuori uso da febbraio.
Non sarebbe più semplice avere tutto sull’app? E perché l’app non funziona a dovere? Da cosa dipende? Come rimediare? Il Tirreno lo ha chiesto alla Regione Toscana. Che ha annunciato una risposta. —
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