Il Tirreno

Grosseto

due arrestate dai carabinieri 

Cercano di entrare in casa ma trovano la proprietaria

P.S.
Cercano di entrare in casa ma trovano la proprietaria

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follonica. Sono state arrestate per tentato furto in un’abitazione: il giudice Laura Previti ha convalidato i provvedimenti chiesti dalla Procura (in aula la viceprocuratrice onoraria Elena Bartalini), ha disposto il divieto di dimora per entrambe ma anche aggravato la loro posizione. Adesso l’ipotesi è quella di rapina impropria, un reato per il quale è prevista la competenza del collegio del Tribunale.

Sono tornate libere, ma non potranno entrare in provincia, Monika Tudor, 23 anni, e Alesandra Jankovic, 19 anni, catturate dai carabinieri del radiomobile di Follonica alla stazione ferroviaria, poco prima delle 17 di mercoledì. Alle 16.47 la centrale aveva ricevuto la telefonata di una donna abitante al quarto piano di un appartamento in via Einaudi: «Aiuto, mentre stavo guardando la televisione una donna è entrata in casa mia, c’è stata una colluttazione, mi è rimasta la sua borsa. Lei poi è rientrata per cercare di riprenderla». Poi l’intrusa era fuggita insieme a un’altra donna che l’aspettava sul pianerottolo. La pattuglia aveva trovato le due donne nella sala di aspetto della stazione: corrispondevano alla descrizione («una è vestita di bianco») e la proprietaria dell’appartamento le aveva riconosciute una volta in caserma. Non solo: nel corso della perquisizione erano saltati fuori, da un calzino, due cacciaviti a punta piatta, poi un contenitore di plastica semirigida di forma ovale che l’Arma ritiene essere stato utilizzato per aprire le porte di ingresso delle abitazioni e, nella borsetta di Alesandra, una pinzetta, una torcia e un cacciavite a croce. La borsa si era spezzata nella colluttazione: nella parte rimasta in casa c’erano tra l’altro un paio di guanti di cotone, delle sigarette, una sim card.

La proprietaria dell’appartamento è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso: sette giorni di guarigione per escoriazioni, una ferita lacero contusa all’avambraccio sinistro, contusioni al polso e al femore. La donna non aveva serrato con giro di chiave la porta di casa, l’aveva semplicemente lasciata chiudere. I carabinieri avevano poi raccolto la testimonianza di una vicina che aveva visto le due donne scappare.

In aula, le due donne non hanno saputo spiegare al giudice il motivo per il quale erano entrate nello stabile ed erano salite fino al quarto piano. «Siamo uscite dall’ascensore, volevamo scendere, sul pianerottolo abbiamo trovato una donna che ci ha chiesto cosa facevamo, ha gridato, mi ha preso la borsa». Insomma, hanno negato di essere entrate in qualsivoglia appartamento. Sulla base di questi presupposti, il difensore Loredana Pinna si era opposta alla convalida degli arresti e all’applicazione di misure.

Tudor, che nell’entrare in aula è apparsa muoversi con difficoltà, ha spiegato di essere in stato interessante da due mesi. I carabinieri l’avevano anche portata all’ospedale di Grosseto per essere sottoposta a visita ginecologica, senza giorni di prognosi. Ha aggiunto di vivere in un camper insieme al compagno e a due figli. —

P.S.

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