Il presidio
Barbarisi, una maremmana all’Esa Riceverà i dati da AstroSamantha
In Spagna da 18 anni, guida il team di analisi, elaborazione e diffusione di tutto ciò che arriva dalle missioni spaziali
la scienziata
«No, Samantha Cristoforetti non la conosco direttamente. Però sì, certo, sono orgogliosa di questa astronauta italiana». Isa Barbarisi, ingegnera informatica, nel frattempo si prepara. Grossetana, da 18 anni in Spagna, un pizzico di comprensibile nostalgia per l’Italia anche se in terra iberica ha famiglia e figli, è responsabile di un team di una decina di persone che all’European space agency di Villafranca del Castillo, a ovest di Madrid, si occupa dell’analisi e della diffusione alle comunità scientifiche dei dati che arrivano dalle missioni spaziali. E dunque anche dei dati che arriveranno dal 2022, quando AstroSamantha comanderà la stazione spaziale? «Sì, sarà così».
Sarà una conoscenza indiretta, almeno sulle prime, quella tra la scienziata grossetana e l’astronauta milanese. Due eccellenze, con ruoli diversi. Eppure facenti capo agli stessi progetti. E anche per la Maremma è un motivo di orgoglio. La dottoressa Barbarisi si è laureata in ingegneria informatica a Siena e dopo aver lavorato in un’azienda locale come web developer è stata chiamata all’Esa di Madrid come software engegneer, iniziando a lavorare nello sviluppo di applicazioni per il progetto dell’osservatorio virtuale astronomico e il monitoraggio del progetto Esagrid (computer superveloci). Da sei anni è responsabile del Planetary scienze archive, nel suo curriculum ci sono numerose esperienze internazionali di altissimo livello. E per lei è inevitabile, nella breve intervista, mescolare l’italiano alla terminologia inglese che usa correntemente per colloquiare con la comunità scientifica. Scienze planetarie, missioni astronautiche e sistema solare sono il “core business” del centro.
«Il centro di formazione degli astronauti è in Germania: noi, a Madrid, elaboriamo il flusso di dati che arrivano dalle missioni, che sono sempre in corso: li mettiamo a disposizione della comunità scientifica». Missioni che si svolgono in collaborazione a volte con la Nasa, a volte con l’ente spaziale russo. —
Pierluigi Sposato
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