Cultura e turismo Luca Agresti svela la sua ricetta
Sara Landi
GROSSETO. Un titolo che è uno scherzoso omaggio al passato sportivo del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ma che più pragmaticamente fonde in un’unica parola le due deleghe esercitate dal vicesindaco, cultura e turismo. Il sottotitolo, «dall’amministrazione della riqualificazione a quella delle eccellenze», che unisce il resoconto delle cose fatte e le aspirazioni e gli impegni per il secondo mandato.
“CulTurismo” è il libro scritto dal vicesindaco di Grosseto Luca Agresti per i tipi di Innocenti editore.
La sua presentazione, venerdì pomeriggio, ha riaperto gli eventi in presenza nella troniera della Pro Loco di Grosseto.
Dopo i saluti del presidente della Pro Loco, Umberto Carini, e dell’editore Stefano Innocenti, Agresti ha parlato del suo libro insieme al sindaco, curatore della prefazione, con la moderazione del direttore di Tv9 Enrico Pizzi.
Il ricavato del libro, per decisione dell’autore, va in beneficenza al Comitato per la vita in ricordo della presidente Enrica Tognazzi.
Agresti rivendica la lungimiranza nell’aver creduto da subito nella candidatura di Vivarelli Colonna («è stato il mio stalker – scherza il sindaco – Quando ancora non pensavo alla politica me lo ritrovavo ovunque») e di aver voluto con convinzione le deleghe alla cultura e al turismo per due motivi. «C’è il pregiudizio – spiega il vicesindaco – che la cultura sia appannaggio di una sola forza politica e ho voluto provare a sfatarlo. E poi credo molto nel ruolo della cultura nella comunità e nelle tante professionalità che nel nostro territorio esistono: quello che mancava era un coordinamento, un percorso unitario».
Quanto all’appartenenza politica, Agresti, classe 1975 e una storia di militanza iniziata coi movimenti studenteschi e col Fronte della Gioventù, parla di un’evoluzione che però ha lasciato intatta la passione per la politica di quando aveva 14 anni.
«Sono orgoglioso della mia famiglia e di mio nonno nella Repubblica sociale italiana – dice Agresti in un passaggio della presentazione – ma giustamente c’è stata un’evoluzione. Non siamo più nel secolo delle ideologie: questo è il secolo dei bisogni e della capacità di dialogare per dare risposte ai problemi dei cittadini. Questo è anche il motivo del mio stare in Forza Italia: una scelta pragmatica».
Tra gli obiettivi raggiunti legati alle sue deleghe Agresti rivendica in particolare il ritorno della biblioteca Chelliana in centro, la riqualificazione del polo delle Clarisse col nuovo museo Luzzetti e la nascita di fatto di un quarto museo cittadino, diffuso e all’aria aperta, grazie alle mostre d’arte organizzate nelle piazze e nello spazio urbano, la soluzione per la vicenda annosa dell’ex Garibaldi con il progetto della Casa della Musica e il grande lavoro sulle ciclabili con il collegamento su due ruote tra parco archeologico di Roselle e Parco della Maremma.
Quanto alle Mura, Agresti riconosce il lavoro fatto insieme all’Istituzione Le Mura. «Ora le Mura sono illuminate e più sicure e tornano ad essere vissute – dice Agresti – Inoltre abbiamo risolto il nodo legato alla Sala Eden e avviato la riqualificazione della Cavallerizza. Per il futuro ci vogliamo concentrare sulla parte sotterranea e sulle troniere che sono altrettanto importanti per lo sviluppo della città».
Un altro impegno in cui il vicesindaco crede molto è la sfida ambiziosa della candidatura di Grosseto a capitale italiana della cultura nel 2024. «Questa è la fase del lavoro preparatorio – dice Agresti – perché la candidatura si presenta ufficialmente nel 2022 comunque facciamo sul serio e ci siamo affidati alla consulenza dell’agenzia lucchese Promo P.A., la stessa che ha seguito Parma e altre città nella loro candidatura. Vogliamo rappresentare la Maremma tutta e le sue eccellenze, cultura e ambiente». —
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