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Allarme dei ristoratori «Non si trova personale» L’appello è a farsi avanti
FOLLONICA. Anche nella città del golfo l’allarme è lo stesso di altre decine di località turistiche sparse per il resto del Paese: mancano le professionalità da impiegare nei ristoranti per l’imminente stagione turistica.
Così i circa cinquanta esercenti riuniti nell’associazione Ristoranti Follonica lanciano l’appello per cercare personale specializzato e poter così riuscire a fornire un servizio completo ai clienti che già da qualche week end hanno iniziato a frequentare i locali follonichesi.
«Ci sono numerose problematiche alla base di questa carenza – spiega l’associazione – Chi aveva le professionalità per poter svolgere questi lavori, sia in sala che in cucina, o è andato all’estero o ha cambiato mestiere perché la cassa integrazione per il settore è stata molto bassa e quindi sono in tanti ad avere fatto altre scelte di vita. Un altro problema è nel reddito di cittadinanza che sta spingendo molti a chiedere addirittura di lavorare in nero o contratti più bassi del minimo salariale per non perdere il sussidio. Nessuno che abbia esperienze passate importanti si presenta a portare i curricula e mancano tutte le figure generiche, anche quelle base non particolarmente specializzate».
Proprio durante la chiacchierata si presenta un ragazzo a chiedere lavoro, extracomunitario con curriculum perfettamente compilato ma con scarse o nulle esperienze lavorative precedenti nel settore della ristorazione.
E così succede più o meno tutti i giorni in molti dei locali associati.
«È un paradosso – continuano i ristoratori – veniamo da lunghe chiusure con molte sofferenze anche per la mancanza di ristori, visto che non tutti li hanno potuti chiedere, ma qualche locale si trova costretto a lasciare delle sale inattive soprattutto adesso che si può tornare a lavorare al chiuso perché non c’è personale. Ci sarebbe il lavoro ma non ci sono gli addetti, forse perché si è preferito prevedere sostegni e ristori troppo assistenziali e generalizzati senza mirare bene i destinatari dei provvedimenti».
La stagione si prevede comunque intensa e potenzialmente in grado di far recuperare ai locali follonichesi parte del lavoro perso nei mesi scorsi ma lavorando sotto organico il rischio è quello di non riuscire a fornire un servizio adeguato.
E i problemi sono un po’ ovunque gli stessi.
«Nella chat che abbiamo sia a livello locale che provinciale le carenze sono le stesse, già prima della pandemia la situazione non era florida dal punto di vista lavorativo ma adesso se possibile è ancora peggio».
L’associazione, presieduta da Giovanni Peggi e dal vice Mirko Martinelli con il tesoriere Riccardo Ardiccioni, invita quindi chi avesse le capacità e la voglia di lavorare a contattare direttamente i ristoranti o a scrivere all’indirizzo ass.ristorantifollonica@gmail.com.
«Spesso siamo addirittura noi titolari che torniamo a servire ai tavoli, quindi le possibilità di lavoro ci sono. E anche gli stipendi sono in linea con i contratti nazionali, per chi ha esperienza e ha già svolto queste mansioni si possono superare i mille euro al mese – concludono i ristoratori del golfo – le previsioni suggeriscono non solo l’estate ma anche i mesi di settembre e ottobre con molto movimento, compresi gli stranieri. E vogliamo offrire ai turisti follonichesi un servizio il più completo possibile». —
Michele Nannini
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