Il Tirreno

Grosseto

VERSO LE ELEZIONI

Cerboni scende in campo: «Porto in dote un metodo»

Giovanna Mezzana
Giacomo Cerboni
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Giacomo Cerboni

L’assessore si candida per il consiglio comunale. E confessa di non avere aspirazioni né da capolista né per una poltrona in giunta

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GROSSETO. Se ancora manca la data in cui i grossetani voteranno per la scelta del sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale, certo è che sarà un’estate di campagna elettorale, visto che – presumibilmente – si andrà alle urne tra il 15 settembre e il 15 ottobre: e la campagna elettorale propriamente detta si svolge nei 30 giorni antecedenti la data del voto.

Prima che scivoli via il nastro di partenza per lo scatto finale, c’è però il periodo dell’allenamento, la fase preparatoria in cui i candidati – a sindaco o al consiglio comunale – compaiono sulla scena.

Il primo ad aprire le danze era stato il vicesindaco Luca Agresti: era la fine di gennaio quando la sua gigantografia “pubblicitaria” comparve per le strade di Grosseto con il marchio Forza Italia.

Ieri invece (giovedì 3 giugno, ndr) ha rotto gli indugi l’assessore al bilancio Giacomo Cerboni, che è salito sulle Mura, luogo simbolo della città, per dire che lui ci sarà: «A disposizione del sindaco» Antonfrancesco Vivarelli Colonna che correrà nuovamente per un mandato bis, «per dare il mio contributo alla coalizione di centrodestra – dice – e quindi anche al partito», la Lega.

Non è il momento di fare la lista delle cose fatte in cinque anni di giunta, secondo Cerboni, snocciolandole una dopo l’altra: non sarebbe neppure nel suo stile, a dirla tutta. A sostegno della compagine di cui farà parte intende invece portare qualcosa d’altro: «Un metodo nell’ambito delle procedure amministrative», dice, per cui si lavora «con l’obiettivo che il problema non si ripresenti». Il buon governo, insomma, perché buona è l’azione amministrativa sembra essere la cifra di Cerboni. Tradotto: è questa la dote che mette “a disposizione” accumulata durante la conduzione di un assessorato – dal bilancio ai servizi, dall’innovazione al personale – senza dubbio strategico.

C’è della gratitudine nel tirare le somme. «Per le responsabilità che mi erano state affidate», dice. Ed è tale che dà lo sprint per ripartire da capo, con una nuova campagna elettorale, senza usufruire di “rendite di posizione”, «anche se qualche goal – si riconosce – credo di averlo fatto». Il proverbio della saggezza popolare “fatti un nome e siediti” non sembra infatti valere per Cerboni. «Siccome è grande – piuttosto, dice – la soddisfazione di aver fatto parte di una squadra che ha dato segnali di buon governo, voglio restituire qualcosa». «Credo, insomma – spiega ancora – che sia importante confermare il mandato di questi anni». «E al di là di quello che potrà essere in futuro il mio ruolo», tant’è che «il primo orizzonte è il consiglio comunale». Non ha aspirazioni per la futura giunta Cerboni, nel caso di vittoria di Vivarelli Colonna. Né per un posto in campagna elettorale da capolista: «Ancora queste dinamiche non si sanno», risponde cautamente, forse alla luce di qualche scricchiolio tutto interno alla Lega e anche dell’ultima defezione, ovvero la discesa dal Carroccio dell’avvocato Paolo Serra. –

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