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Il calcio supera i campanilismi Il Porto Ercole va al Maracanà
Per i gialloverdi è la soluzione per potersi iscrivere al campionato e quindi al Coni Il loro campo necessita di lavori e così dovranno organizzarsi con i santostefanesi
Ivana Agostini
monte argentario. La voglia di giocare a calcio va oltre il campanilismo fra Porto Ercole e Porto Santo Stefano tant’è che farà “condividere” alle due squadre lo stesso campo sportivo: il Bussi-Maracanà di Porto Santo Stefano.
Il calcio ha abituato gli appassionati a forti divisioni fra squadre diverse, anche appartenenti allo stesso paese o alla stessa città. Sul Promontorio argentarino, il senso d’appartenenza è molto spiccato e la rivalità fra i due paesi c’è sempre stata, eccome. Questa volta, però, le parti in causa, il Porto Ercole Calcio e l’Argentario Calcio, hanno saputo onorare il vero senso dello sport e hanno superato le diverse fazioni sportive.
Il Porto Ercole Calcio, storica squadra maremmana, non ha a disposizione un campo dove potersi allenare e soprattutto dove poter disputare le partite, condizione imprescindibile per potersi iscrivere al campionato dilettati, terza categoria.
«Abbiamo cercato la soluzione migliore per far disputare al Porto Ercole il prossimo campionato. La squadra lo merita – spiega Giuseppe Sordini, delegato allo sport del comune di Monte Argentario – non essendosi iscritta al campionato lo scorso anno – dice il delegato – ha perso l’iscrizione al Coni e alla Fic. Per l’iscrizione al Coni è necessario non solo inscriversi a un campionato ma anche avere un campo da calcio. Il campo del Porto Ercole, al momento, non è adatto per disputare le partite e così abbiamo optato per far giocare le partite e disputare gli allenamenti a Porto Santo Stefano».
Il Comune deve svolgere un sopralluogo sull’impianto portecolese per rendere il campo sicuro. «Al momento – continua il delegato Sordini – non c’è nessuna società che lo gestisce. La precedente gestione è scaduta. È stato fatto un bando ma se non saranno fatte le opere di messa in sicurezza non è possibile usarlo».
Per la squadra gialloverde il Maracanà è diventato, quindi, la salvezza. «Le due società si metteranno d’accordo per gli orari degli allenamenti e per le partite. Quando si parla di sport, in questi casi, è necessario andare oltre al campanilismo».
Certo è che qualche portecolese e qualche santostefanese avrà storto il naso ma questa, al momento, è l’unica soluzione percorribile. «Non solo è importante l’iscrizione al campionato dilettanti – dice Sordini –ma lo è anche per far rimanere i ragazzi a Porto Ercole a giocare a calcio senza costringerli ad andare altrove per la scuola calcio». Per una volta, quindi, il calcio che solitamente divide e difficilmente mette d’accordo tifosi e dirigenze, è riuscito a compiere il miracolo di unire, nel solo e unico nome del calcio giocato, in due paesi in cui il campanilismo è decisamente forte.
Quando il campo di Porto Ercole tornerà a essere messo in sicurezza, la squadra locale potrà tornare a giocare sul proprio terreno. Ovviamente l’auspicio è che questo avvenga il prima possibile. Per il prossimo campionato, però, le due squadre dei due paesi si dovranno dividere il campo da gioco e i tifosi portercolesi dovranno andare a tifare il Porto Ercole, a Porto Santo Stefano. –
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