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Grosseto

SANITà 

Graduatoria contestata, il Tar respinge il ricorso dei medici

Lina Senserini
Graduatoria contestata, il Tar respinge il ricorso dei medici

I giudici del Tribunale amministrativo rimandano tutto al giudice del lavoro Al centro della diatriba l’incarico per dirigere la Chirurgia vascolare dell’ospedale

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Lina Senserini

Grosseto. Il ricorso non è ammissibile, ma resta la strada del giudice del lavoro. Il Tar della Toscana non ha accolto il ricorso dei medici Alessio Vona e Antonio Lorido che contestano la graduatoria dalla quale la Asl Toscana Sudest ha individuato, a febbraio, il nuovo direttore della Chirurgia Vascolare dell’ospedale di Grosseto. Contestualmente, però, ha passato la palla al giudice del lavoro, cui i due professionisti, a questo punto, possono rivolgersi per ottenere giustizia. «Il ricorso è inammissibile per difetto di giurisdizione», scrive la prima sezione del Tribunale amministrativo di Firenze, nelle sentenza emessa mercoledì scorso. E motiva la decisione con il fatto che, in ambito sanitario e nel caso specifico, la selezione non è un vero e proprio concorso, poiché non sono previste prove e il direttore generale sceglie il professionista su base fiduciaria, all’interno di un elenco di candidati ritenuti idonei da una Commissione che ne valuta i requisiti di professionalità. «La controversia non può, quindi, essere decisa da questo Tar», chiosa il Tar, aggiungendo che il ricorso può essere presentato negli stessi termini e con le stesse motivazioni al giudice ordinario.

Dunque, una tegola potrebbe arrivare sulla Chirurgia vascolare di Grosseto, dove il neo direttore, Federico Filippi, ha preso servizio circa tre mesi fa. Vona e Lorido, assistiti dagli avvocati romani Salvatore Caiazzo e Rosa De Rosa, avevano presentato ricorso al Tar contro la Asl e l’Estar, per chiedere l’annullamento della delibera 179 del 10 febbraio 2021, con la quale il direttore generale, Antonio D’Urso, ha assegnato l’incarico al dottor Filippi, primo classificato nella terna di nomi scelti in base al punteggio, sugli otto candidati che si erano presentati alla selezione. Secondo Vona e Lorido, che si sono ritrovati rispettivamente ultimo e penultimo, la graduatoria è errata e illegittima in quanto la commissione non ha tenuto conto della loro casistica per un vizio di forma (mancava una firma) e quindi non ha assegnato il relativo punteggio. «Se invece così fosse stato – spiega l’avvocato Caiazzo – dato il maggiore numero di casi, circa 3mila, e la loro complessità, i miei assistiti si sarebbero piazzati Vona al primo posto e Lorido al terzo. In questi casi, lo prevede la legge 142/90, la pubblica amministrazione deve chiedere di sanare il vizio formale, dunque la commissione avrebbe dovuto considerare la casistica e assegnare il relativo punteggio. Massimo rispetto per le capacità e la professionalità del dottor Filippi, che non è certo oggetto del ricorso, ma è giusto che ai miei assistiti venga riconosciuta l’ampia casistica, requisito importante e altrettanto importante criterio di valutazione», conclude Caiazzo. Vona e Lorido, insieme ai loro legali, stanno ora valutando se rivolgersi al giudice del lavoro. —

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