Dietrofront sulle Cascate Il Pd vuole le dimissioni dell’assessora al turismo
manciano. Dopo il ritiro del progetto di accessi contingentati e solo su prenotazione alle Cascate del Molino (o del Gorello) a Saturnia, il Partito democratico chiede le dimissione dell’assessora al turismo di Manciano Valeria Bruni e chiede al sindaco Mirco Morini che le annunci nel prossimo consiglio comunale del 25 maggio.
«L’incompetenza e la superficialità con cui l’amministrazione Morini sta agendo sulle Cascate è sotto gli occhi di tutti – dice il Pd mancianese – e ogni giorno il nostro territorio subisce le drammatiche conseguenze di una totale incapacità amministrativa». Il Pd giudica «inestimabile» il danno economico provocato alle strutture ricettive e a tutto il comparto turistico della Maremma dall’annuncio, ad aprile, dell’accesso attraverso la piattaforma on line di prenotazioni. «Qualcuno – dice il Pd – deve assumersi le proprie responsabilità».
Il contingentamento degli ingressi – non è mai stato esplicitato ma si è parlato di non oltre 600 presenze circa e tre turni di ingressi dalle 8 alle 20 – era stato annunciato dall’amministrazione Morini come una «svolta epocale». Per il Pd l’unica cosa di epocale nel progetto è stato il «disastro senza precedenti» che avrebbe provocato.
«Sarebbe normale una bella ammissione di colpa per non essere stati all’altezza di gestire tale situazione e un bell’esempio di correttezza verso i cittadini facendo un passo indietro», dice il Pd. Che, rivolto al primo cittadino, dice: «Sindaco Morini, togli le deleghe al tuo assessore al turismo per chiara, evidente e manifesta incapacità».
Interviene anche il segretario provinciale Giacomo Termine: «Il Pd, con tutti i suoi interpreti, sta cercando da tempo di fermare la deriva pressapochista dell’amministrazione Morini. La gestione delle prenotazioni per l’accesso alle Cascate del Mulino ha dimostrato tutta l’inadeguatezza dell’assessore Bruni che nei fatti ha palesato di non essere in grado di portare avanti questo importante ruolo di assessore al turismo. Menomale che il grande moto di protesta ha fermato le loro idee distruttive, ma purtroppo il danno al comparto turistico rimane». —
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