Verso la fine del blocco sfratti, chiesto incontro con il prefetto
Grosseto, sos dei sindacati inquilini: «Si scongiuri il dramma sociale». Sunia: «Serve piano di alloggi pubblici»
GROSSETO. L’emergenza sfratti è alle porte (una volta che sarà concluso il blocco) e le tre sigle sindacali degli inquilini – Sunia (segretario provinciale Antonio Terribile), Sicet (segretario provinciale Giancarlo Digioia) e Uniat (Stefano Cherubini) – scrivono al prefetto di Grosseto Fabio Marsilio, al presidente Epg spa e al presidente Lode Grosseto per avere un incontro urgente.
La città è impreparata gestire l’ondata di sfratti, dicono i segretari chiedendo «di affrontare urgentemente il dramma del disagio abitativo che penalizza centinaia di famiglie nella nostra provincia» e che in molti casi costringe le persone a dover scegliere se pagare un affitto o mangiare.
Secondo quanto ha stabilito il Governo, il blocco degli sfratti si protrarrà oltre il 30 giugno, ma solo in alcuni casi. Un emendamento al decreto Sostegni stabilisce proroghe scaglionate a seconda della data del provvedimento di rilascio. Ovvero: il blocco degli sfratti terminerà il 30 giugno 2021 per i provvedimenti di sfratto emessi prima della pandemia. Cesserà il 30 settembre 2021 per quelli emessi tra il 28 febbraio e il 30 settembre 2020. E si concluderà il 31 dicembre 2021 per i provvedimenti di sfratto emessi tra il 1º ottobre 2020 e il 30 giugno 2021.
Una mini-proroga, insomma, è stata concessa per questi due ultimi casi (sfratti relativi al periodo pandemico), mentre dal 1° luglio si materializzeranno quelli più “datati”, risalenti all’era pre-Covid, che sono poi la maggior parte.
I ritardi nel gestire l’ondata di sfratti sono tanti per i sindacati.
«Da settembre 2020 – scrivono Sunia, Sicet e Uniat al prefetto – abbiamo chiesto alle istituzioni, congiuntamente a Confedilizia (l’organizzazione che rappresenta i proprietari di casa, ndr), di lavorare intorno a un progetto che potesse fornire ristori, esenzioni e agevolazioni fiscali a una proprietà costretta a subire l’ulteriore ritardo nel rilascio degli immobili. Così come abbiamo chiesto di individuare adeguati strumenti di “governo dell’esecuzione degli sfratti”, previsti tra l’altro dalla legge regionale 2/2019, con l’istituzione della Commissione Territoriale da parte dei Comuni riuniti nel Lode. A questa Commissione sono assegnate per legge quelle funzioni finalizzate al contrasto del disagio abitativo, indispensabili per promuovere azioni coordinate per la graduazione delle esecuzioni. La Commissione dovrà essere partecipata dai rappresentanti degli inquilini e della proprietà, dall’Epg, e integrate da rappresentanti della Prefettura e della Questura. Su questi temi chiediamo un chiediamo un incontro urgente con il prefetto, il Lode e l’Epg per illustrare le nostre proposte tese a scongiurare un dramma sociale che, nonostante il differimento del blocco, non tarderà a manifestarsi».
Per Terribile (Sunia) serve insomma un tavolo che monitori e coordini il fenomeno incombente una volta cessato il blocco degli sfratti; sarebbe importante che il tavolo «avesse la presenza diretta di prefetto e questore» proprio come figure di coordinamento, attento monitoraggio e garanzia dal punto di vista della sicurezza sociale. Serve istituire la commissione prevista dalla legge regionale. Ed è fondamentale capire la “portata” del fenomeno, ovvero che il tribunale di Grosseto fornisca tutti i numeri degli sfratti, chiesti a suo tempo da Sunia e Confedilizia. «Il tribunale – dice Terribile – ci ha risposto con dati statistici, ma noi abbiamo bisogno di sapere il numero esatto delle esecuzioni che saranno nelle mani degli esecutori, perché è su questa base che è possibile capire il fabbisogno di alloggi da mettere in campo. Purtroppo – dice Terribile – l’emergenza abitativa è tornata pressante come negli anni’70-80, quando fu varato un piano di alloggi pubblici e ne furono messi in campo centinaia. Oggi siamo di nuovo in quelle condizioni: serve un nuovo piano di alloggi pubblici, da reperire sul mercato o con il recupero di aree dismesse da destinare allo scopo (Terribile cita l’area Peep di via dei Barberi, con i suoi 250 alloggi, ndr). Ad oggi siamo molto preoccupati, perché stiamo andando dritti agli sfratti e ci troviamo impreparati». Intanto – chiude il segretario – «stiamo constatando un aumento del 20-30% rispetto a due anni fa delle famiglie che si rivolgono a noi per chiedere una casa popolare». –
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