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Cede la condotta Scatta l’evacuazione per 40 persone
In via Cappellini allagati scantinati e alloggio al piano terra AdF attiva lavori immediati. Gli abitanti spostati negli hotel
Ivana Agostini
MONTE ARGENTARIO. Sono circa una quarantina le persone che sono state evacuate, ieri mattina, dal palazzo di via Cappellini 16 a Porto Santo Stefano a causa di un cedimento di una condotta fognaria in via Cappellini.
Il cedimento della condotta ha comportato una fuoriuscita d’acqua che – secondo i testimoni – ha raggiunto il soffitto allagando, quindi, alcuni scantinati e un’abitazione.
I tecnici di AdF sono intervenuti subito per un primo sopralluogo; hanno effettuato le verifiche propedeutiche alle “video ispezioni” che sono servite per valutare l’entità dell’intervento e la pianificazione dei lavori di ripristino, che dato il punto in cui passa la condotta, si preannunciano molto complessi.
Ieri, in serata, l’azienda idrica ha fornito ulteriori dettagli. «Tramite le videoispezioni effettuate nella giornata odierna (ieri, ndr) – spiega AdF – è stata circoscritta l’area interessata dal cedimento della condotta fognaria verificatosi nella notte e domattina (stamani, ndr) inizieranno i lavori di scavo in via Martiri di Ungheria, a monte del palazzo in cui si è verificato l’allagamento di alcuni scantinati e di un appartamento. La strada rimarrà pertanto chiusa al traffico per tutta la durata dell’intervento. I lavori di ripristino sono molto complessi e al momento non è possibile stimarne la durata: la condotta su cui è necessario intervenire infatti si trova a una profondità di 5 metri sotto il piano stradale ed è di difficile accessibilità. AdF farà tutto il possibile per procedere rapidamente, compatibilmente con la problematicità dell’intervento, e ripristinare quanto prima la condotta».
A disporre l’evacuazione sono stati i vigili del fuoco per motivi precauzionali.
Le 13 famiglie che abitano nel palazzo sono state indirizzate negli alberghi della vicina Porto Ercole. «Ci hanno fatto andare via senza prendere nulla perché sembrava che potessimo rientrare – racconta Amedeo Ballerano, un abitante del terzo piano del palazzo – ma verso l’una siamo tornati a prendere delle cose dato che non sembra che potremo tornare, almeno per oggi. Speriamo che riescano a capire da dove proviene l’acqua e possano riparare tutto il prima possibile e che l’edificio non abbia avuto problemi. Non è una situazione facile. Io, abitando al terzo piano, non mi sono accorto di nulla ma chi ha visto ha riferito che l’acqua era arrivata al soffitto. A causa delle scale, infatti, non riusciva a trovare una via per uscire».
Ballerano ieri mattina ha subito chiamato il Comune. «Devo dire che si sono attivati immediatamente e si sono anche resi disponibili a pagare le spese per i nostri pranzi e la cena – aggiunge – non è certo una situazione che abbiamo creato noi».
Certo che il disagio è tanto: trovarsi fuori casa da un momento all’altro senza sapere i tempi del rientro.
Franco Borghini, sindaco di Monte Argentario, ha cercato di far sentire la vicinanza agli abitanti nonostante sia in isolamento perché positivo al Covid. Nonostante tutto ha gestito la situazione.
«I lavori – commenta – non sono a carico del Comune ma di Acquedotto del Fiora. Come Comune siamo intervenuti per i primi soccorsi e per la collocazione in albergo delle famiglie. Domani (oggi, ndr) sarà chiusa via Martiri d’Ungheria, dopo l’accesso al giardino Jacovacci, per consentire ad AdF di iniziare l’intervento. Come sindaco ho chiesto ad AdF di predisporsi a sostenere le spese d’assistenza ai nuclei familiari magari con la sua assicurazione. Spero che il tecnico incaricato dall’amministratore del condominio possa constatare la staticità del fabbricato e consentire alle famiglie di rientrare nei loro domicili». —
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