Il Tirreno

Grosseto

un testimonial per il litorale  

Piero Pelù ripulisce la spiaggia di Alberese L’appello: «L’usa e getta è la nostra bara»

Giovanna Mezzana
Piero Pelù ripulisce la spiaggia di Alberese L’appello: «L’usa e getta è la nostra bara»

Grazie al suo Clean Beach Tour, con Legambiente e decine di volontari ha riempito 40 sacchi di rifiuti: per il 90% plastica

4 MINUTI DI LETTURA





Giovanna Mezzana

grosseto. Dal fascino un po’ selvaggio, è la spiaggia di Marina di Alberese la sua Regina di cuori. È arcinoto che il rocker più amato d’Italia – Piero Pelù – abbia un animo ambientalista, ma forse non tutti si aspettavano che dopo l’evento-sorpresa del gennaio 2020 alla spiaggia della Feniglia – dove rimase a lungo piegato sulla sabbia per tirare su spazzatura – tornasse di nuovo in Maremma: di spiagge da custodire del resto ne corrono lungo lo Stivale. Torna e con lo stesso obiettivo di un anno e mezzo fa: ovvero, ripulire tratti di litorale dai rifiuti abbandonati da frequentatori incivili e/o spiaggiati dalle onde del mare e sensibilizzare il “grande pubblico”, quello che lui ha sempre avuto, sulla tutela del grande patrimonio che Madre Natura ci ha donato e che rischiamo di perdere. E così ieri mattina dopo una sosta sotto uno dei gazebo di Legambiente, El Diablo ha preso in mano uno dei sacconi gialli messi a disposizione dall’associazione pro ambiente e – con la camminata-falcata che da sempre tipizza il suo stile – si è incamminato lungo la spiaggia di Alberese, direzione Collelungo.

perché sono convinto

Forse il termine piacerà poco al numero uno dei Litfiba – ribelle e anticonformista – ma Piero Pelù è il testimonial del Clean Beach Tour – tradotto, il viaggio di pulizia delle spiagge – partito con la tappa zero dello scorso anno dalla Feniglia, e continuato con le tappe sanremese e friulana. Anzi, è più che il testimonial, ne è l’artefice – è lui che lo lanciò – in collaborazione con gli amici di Legambiente. Ieri, oggi e domani si svolge la pulizia dei fondali e delle spiagge grazie all’associazione del cigno verde e Pelù è in prima linea. «Uniamo le forze – dice – e cerchiamo di entrare il più possibile nella testa delle persone per far capire che l’usa-e-getta, abitudine persino potenziata dalla pandemia da coronavirus con l’uso delle mascherine proteggi bocca e naso, è una pessima filosofia. Sarà la nostra bara. In realtà molto di ciò che gettiamo via potrebbe essere riutilizzato».

tempo scaduto

C’è un dato che convince il rocker che non c’è più tempo da perdere per salvare il nostro futuro. «Gli scienziati ci raccontano – dice Pelù – che la massa di plastica che si trova nei mari è ormai equivalente alla massa dei pesci che li popolano: immaginiamoci cosa significa». Qualcosa si può fare subito, a partire dalla quotidianità e la Maremma può imboccare la direzione che indica El Diablo con più facilità rispetto ad altre terre: «Evitiamo i cibi che arrivano da coltivazioni e allevamenti intensivi, coltiviamo noi stessi i nostri alimenti: cerchiamo di avere un impatto il meno pesante possibile sull’ambiente: eviteremo così di auto-avvelenarci».

lui e la maremma

È un rapporto stretto quello di Pelù con la terra dei butteri: «Io fiorentino – racconta – in Maremma ho cominciato a venirci da ragazzino, conosco tutto il litorale». E rosso è il filo che lo lega a Festambiente, il palcoscenico di Rispescia allestito dal cigno verde che quest’anno si illuminerà dal 18 al 22 agosto: tante sono le edizioni a cui ha partecipato mettendo la potenza del suo rock al servizio della diffusione della cultura eco e solidale.

il risultato

Organizzata nell’ambito della storica campagna di Legambiente Spiagge e fondali puliti e in concomitanza con l’avvio di Clean Up the Med, la campagna internazionale coordinata da Legambiente per bonificare spiagge, siti naturali e fondali marini del Mediterraneo, la quarta tappa del tour – quella di ieri nel cuore del Parco della Maremma – ha coinvolto un centinaio di partecipanti tra volontari, rappresentanti di associazioni e studenti, tutti rigorosamente distanziati, nel rispetto delle norme anti– contagio. Insieme a loro c’era il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, il direttore generale dell’associazione Giorgio Zampetti, la professoressa Maria Cristina Fossi dell’Università di Siena, in prima linea con il suo impegno scientifico nella tutela della biodiversità e nel contrasto alla plastica in mare, e il responsabile agricoltura di Legambiente Angelo Gentili. Piero Pelù e il suo team hanno raccolto 40 sacchi di rifiuti, il 90 per cento dei quali costituito da plastica. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani