Il Tirreno

Grosseto

Cento anni del Partito comunista italiano Appello a chi conservi tracce del passato

ALFREDO FAETTI
Cento anni del Partito comunista italiano Appello a chi conservi tracce del passato

Progetto promosso da Isgrec, associazione La Quercia e Archivio tradizioni popolari per creare un archivio digitale 

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la ricerca

ALFREDO FAETTI

Quella che i ricercatori vanno cercando è una memoria lunga un secolo. Cent’anni che racchiudono una storia politica, momenti di socialità nelle Case del Popolo e nelle Feste dell’Unità, costruita da uomini e donne che da classi subalterne sono riusciti a farsi classe dirigente.

“Cent’anni di militanza”: è questo il nome del progetto di ricerca dedicato all’esperienza del Partito Comunista Italiano in Maremma.

«Un progetto un po’ atipico», lo definisce Ilaria Cansella, presidentessa dell’Isgrec di Grosseto, promotore dell’iniziativa insieme all’associazione culturale La Quercia e l’Archivio delle tradizioni popolare della Maremma Grossetana.

«Vogliamo chiedere alla persone che conservano documenti ma anche materiale fotografico e filmico di renderlo disponibile per poter creare una raccolta multimediale fruibile a tutti», spiega Cansella, parlando di un “racconto corale”.

L’appello quindi è rivolto a tutti coloro che nel tempo hanno partecipato alla vita del Pci, attraverso una militanza attiva o altre occasioni.

«È importante ricostruire la storia di questo territorio, specialmente per i giovani – dice Lio Scheggi, vicepresidente Isgrec – E il Pci è stato un soggetto fondamentale per il territorio, dalla Resistenza alle lotte dei minatori e dei contadini».

Quelle classi subalterne appunto che negli anni si sono fatte classi dirigenti.

«Minatori che sono divenuti consiglieri comunali, sindaci o parlamentari – prosegue Scheggi – e che hanno avuto un ruolo pedagogico, educando alla democrazia».

Ma quello che la ricerca vuol riportare alla luce non si ferma soltanto alla militanza, bensì vuol allargarsi a tutte quelle realtà che hanno fatto parte di questa storia lunga un secolo.

Eccolo il ruolo dell’Archivio delle tradizioni popolari.

«Ci sono stati molti momenti di socialità – dice Paolo Nardini dell’associazione – Penso alle Case del Popolo o alle Feste dell’Unità: momenti in cui è stata costruita molta di questa memoria».

Per questo sono state contattate anche altre associazioni come l’Anpi e l’Arci, nella speranza di poter trovare nei loro elenchi di iscritti tracce di questo passato maremmano da poter inserire nel racconto corale di cui parla Cansella.

Il progetto parte dai fondi archivistici della federazione provinciale di Grosseto del Partito Comunista Italiano, custoditi all’Isgrec, rappresentando una parte consistente del patrimonio documentario dell’istituto.

Da qui partirà la ricerca, affidata a Marco Grilli e Valerio Entani, che si occuperanno della selezione del materiale e della sua archiviazione. Attraverso il coinvolgimento attivo di testimoni e cittadinanza verrà avviata una raccolta di documenti, materiale fotografico e audiovisivo, in originale, in copia o in formato digitale.

In particolare, i materiali iconografici, magari provenienti anche dall’intimità domestica e dall’universo dei ricordi familiari, verranno utilizzati per indagare le memorie soggettive e per ricomporre il mosaico di una storia per immagini del comunismo locale. Un approccio che, coniugando la partecipazione al reperimento di fonti, vuole favorire la creazione di un archivio digitale, conservato dall’Isgrec e pubblicamente consultabile, che possa rendere fruibile alla cittadinanza e agli studiosi la memoria della cultura comunista diffusa fra la “base”, nei suoi linguaggi e nella sua dimensione simbolica; nel tentativo di recuperare e far emergere anche gli aspetti legati agli spazi di socialità promossi dal Pci locale, nel capoluogo e nelle diverse zone della provincia che di quella presenza furono segni di radicamento sul territorio.

«Abbiamo già trovato dei documenti nuovi, ma speriamo di trovare anche molte testimonianze, ad esempio di donne del Pci – dice Cansella – L’obiettivo è quello di avere l’archivio digitale entro la fine dell’anno».

Chiunque custodisca parte di questa memoria e volesse condividerla, può farlo contattando l’indrizzo mail centannidimilitanza@isgrec.it oppure telefonando al numero 0564 415219. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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