Vaccini, oltre 5.500 dosi in una settimana e il richiamo AstraZeneca non spaventa
Grosseto. In lizza superfragili, care giver e 65-69enni, il direttore dell’Asl D’Urso a Figliuolo: «Oltre a sollecitarci, ci dia anche il siero»
Grosseto. Sono giorni concitati per la campagna vaccinale dell’Asl sud est, ripresa a pieno ritmo da lunedì 3 maggio e che entro domenica 9 maggio prevede la somministrazione di circa 21mila prime dosi di vaccino nelle tre province di Siena, Grosseto e Arezzo.
I farmaci stanno arrivando regolarmente e ora occorre il massimo sforzo organizzativo per velocizzare le vaccinazioni, con il personale sanitario dei centri vaccinali già messo a dura prova da settimane di tour de force. In Maremma sono 5.563 le dosi disponibili tra Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson, che in questa fase saranno utilizzate per vaccinare le persone estremamente fragili, chi si prende cura di loro e di chi è colpito da grave disabilità, le persone tra 65 e 69 anni.
Per queste tre categorie tra il 6 maggio e il 9 maggio sono 1.894 le prenotazioni nei centri vaccinali della provincia. Al momento, precisa l’Asl, la vaccinazione non è ad accesso libero, «ma solo su prenotazione già effettuata e i cittadini verranno avvertiti con un sms». Stessa cosa nel caso in cui cambi la sede del centro vaccinale, che verrà comunicata dall’Asl con un messaggio sul telefono. Alla somministrazione delle prime dosi, si aggiunge anche il richiamo per le persone estremamente vulnerabili, vaccinate con il siero Moderna, che termina domani.
Il 6 maggio, invece, è iniziata anche la somministrazione del richiamo per il personale della scuola, degli uffici giudiziari e delle forze dell’ordine, che dal 9 febbraio erano state vaccinate con AstraZeneca. La temuta “diserzione” dal richiamo, dopo lo stop europeo al farmaco anglo-svedese e soprattutto la comunicazione schizofrenica sulle categorie per le quali era più indicato, alla fine non c’è stata. Nel primo giorno, all’Aurelia Antica, dove erano in programma le prime 96 somministrazioni delle 800 da fare entro l’11 maggio, solo in otto hanno deciso di non fare la seconda dose, meno del 10 per cento. E non deve essere stata una decisione facile, perché alcuni si sono presentati al centro vaccinale all’ora dell’appuntamento, hanno parlato con i medici, poi hanno scelto di non completare il ciclo vaccinale.
Nella serata del 7 maggio è arrivata anche una nota polemica del direttore della Asl sud est, Antonio D’Urso, con il generale Figliuolo. «Oltre che dire chi dobbiamo vaccinare, il generale Francesco Paolo Figliuolo dovrebbe darci anche i vaccini», ha detto D’Urso ai giornalisti che gli chiedevano se in Toscana sarà possibile vaccinare i 50enni dalla prossima settimana, a margine della presentazione di un progetto di assistenza integrata. «Se ce li danno siamo in grado in questa azienda di farne 6–7mila al giorno. Per il resto, dobbiamo prima com-pletare il percorso dei fragili e dei sessantenni. Lo ha ricor-dato anche Figliuolo: prima dobbiamo vaccinare gli over 60». —
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