Italia
Paese sommerso dall’erba «Borgo abbandonato a sé Delusione per il turismo»
Alfredo Faetti
scarlino. L’erba in alta in certi punti del borgo arriva a ricoprire le panchine e i cartelli indicativi, mentre in altri fa capolino dalle mura medievali. Attorno al monumento nella piazza centrale, dedicato a Giuseppe Garibaldi, l’impressione è quella di essere dinanzi a un cantiere aperto.
Tanto denuncia il gruppo d’opposizione Pensiamo Scarlino, che ha raccolto le segnalazioni arrivate da alcuni residenti del paese e ora attacca l’amministrazione parlando di un «capoluogo ormai in abbandono».
«Un vecchio detto popolare recita “Aspetta maggio che viene” – si legge nella nota dell’opposizione – adesso ci siamo ma il borgo di Scarlino e i suoi dintorni si trovano sommersi dall’erba alta, dalla sporcizia e dal degrado».
Nel documento, il gruppo consiliare allega una serie di foto che vogliono raccontare al meglio il senso della denuncia.
In giro per il centro storico dal castello fino a San Donato, «l’abbandono è palpabile – continua la nota – le viuzze che dovrebbero essere il fiore all’occhiello di un paese medievale sono ricettacolo di erbacce e sporcizia; lo stesso discorso vale per la zona 167 abbandonata a se stessa, e per la strada panoramica dove si vedono a fatica le panchine».
Un abbandono che l’opposizione imputa all’amministrazione. «Siamo anche arrivati al terzo anno di mandato della giunta guidata da Francesca Travison, quindi nel bel mezzo della legislatura – prosegue la nota – e non può più scaricare le colpe sul passato: tutti sappiamo che in primavera l’erba cresce ma nel centro storico ci troviamo sommersi per le strade, per i vicoli e sui muri».
Ma oltre a erba alta ed erbacce varie, c’è anche la situazione nel centro del borgo. «Ci sono i ponteggi di Palazzo Mariotti nella piazza centrale – prosegue l’opposizione – con il monumento a Garibaldi recintato da transenne uso cantiere a cielo aperto fin da prima di Natale e in attesa di sapere quando finiranno i lavori e quando le persone potranno nuovamente usufruire della piazza. È pur vero che gli interventi vanno fatti e se oltre al tetto viene ristrutturata anche la facciata tutti ne saremo felici, ma i lavori pubblici dovrebbero essere seguiti meglio, non abbandonati a se stessi e senza alcuna comunicazione alla popolazione».
Una situazione generale che porta il gruppo consiliare a riprendere le parole pronunciate dalla stessa Travison nella scorsa legislatura quando sedeva sui banchi dell’opposizione: «Il capoluogo è abbandonato a se stesso, privato della propria dignità, morente e senza futuro».
«Oggi – chiude Pensiamo Scarlino – cambia l’ordine degli addendi ma il risultato ci sembra lo stesso e il biglietto da visita per i turisti che torneranno a farci visita sarebbe deludente». —
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