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Parapetto da cambiare «Lo paghino i genitori di chi lo ha spaccato»

Parapetto da cambiare «Lo paghino i genitori di chi lo ha spaccato»

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grosseto. «I cittadini devono pagare per i danni fatti da altri, ma questo non è giusto: il Comune ha alcuni strumenti a disposizione, li usi». È arrabbiata Luciana Landeschi, che per più di trent’anni ha lavorato proprio in quelle stanze contro le quali ora protesta. «Ero dipendente del comune - dice - e so quanto sia difficile e delicato il compito svolto da sindaco e assessori. Ma ora è arrivato il momento di smetterla di parlare, di fare annunci: bisogna che comincino a lavorare con serietà». A mandare su tutte le furie la donna che ieri si è rivolta al Tirreno, è stata la notizia che la balaustra in vetro che c’è intorno alla terrazza del Bastione Maiano sarà sostituita con un parapetto in corten, ben più robusto del vetro e non “frantumabile”. Un costo elevato, sempre a spese dei cittadini che devono sobbarcarsi danni e degrado: a parte le vetrate incrinate, anche scritte e parole oscene fatte con lo spray.

«Ci sono le telecamere installate ovunque - dice ancora la donna - e la polizia municipale ha accesso a quelle immagini. Chi imbratta e spacca, deve pagare di tasca propria. Il Comune chiami i genitori di quei ragazzi che si divertono in questo modo, a danneggiare la cosa pubblica e faccia pagare loro. Io i miei figli gli ho cresciuti proprio sulle Mura, perché ho sempre vissuto in centro. E sapevano il valore del bene comune. Quando ho letto che per tenere a bada i vandali ed evitare spese su spese il Comune ha deciso di cambiare il parapetto che verrà fatto pagare a tutti noi mi sono sentita trattata come una deficiente. Non è giusto e non è nemmeno rispettoso nei confronti di chi si è sempre comportato correttamente». — F.G.

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